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COSTITUZIONI CAE

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Le Costituzioni Suore CAE - Napoli 2013

REGOLE e COSTITUZIONI La PRIMA REGOLA - La prima regola dell’Istituto, praticata già dal 20 novembre 1885, fu scritta da Maria Pia, rifacendosi alla Regola di Sant’Agostino, adattata per le Costituzioni delle Mantellate di Firenze, fondate da Santa Giuliana Falconieri, a cui la fondatrice aveva aggiunto 12 articoli per la fisionomia specifica dell’Istituto. Nel maggio del 1887 Maria Pia si recò in visita ufficiale dal Cardinale Sanfelice, Arcivescovo di Napoli, per presentargli una relazione dell’opera. L’Arcivescovo se ne compiacque e s’informò sulla Regola che intendevano praticare. All’inizio del 1889 Maria Pia presentò la Regola al Cardinale che però rifiutò la proposta della Regola di Sant’Agostino e le impose di scrivere una nuova Regola in 20 giorni. Prima di redigerla, Maria Pia intensificò preghiere e penitenze. Suor Maria Buonfiglio del Calvario Sarno attestò che «le scrisse stando sempre in ginocchio». Nella Regola, Maria Pia mise in particolare rilievo il culto della Passione di Cristo e al SS. Sacramento con l’adorazione perpetua e la devozione a Maria Addolorata. Tutta la Regola ruotava intorno a Dio, come primo pensiero assoluto delle suore; come spinta a una continua preghiera, veniva prescritto un “sospiro di amore” e particolari suoni della campana; si ribadiva la recita del mattutino a mezzanotte e quella delle altre ore canoniche secondo l’orario liturgico; meditazioni quotidiane prolungate; devozione speciale alla Passione di Gesù e ai dolori della Madonna con culto speciale alla santa Croce. Caratteristica dell’Istituto era l’adorazione perpetua al SS. Sacramento. S’inculcava la Comunione quotidiana. Come devozioni particolari, si segnalavano quelle a San Giuseppe, all’Angelo custode , a San Michele arcangelo ; venivano stabiliti i giorni di digiuno, le penitenze e le mortificazioni. Il senso ecclesiale dell’Istituto spiccava nell’espresso riferimento di tutto il frutto di queste pie pratiche «per l’incolumità del Sommo Pontefice Romano, per l’esaltazione della santa Chiesa, per l’estirpazione delle eresie, per la pace tra i principi e nel popolo cristiano». Né veniva omesso un fine particolare della fondatrice: «Finalmente, perché sorgano nella Chiesa sacerdoti ripieni dello spirito di Gesù Cristo».

DECRETO LODE - Il 21 novembre 1899, la Santa Sede emise il Decretum laudis, quel decreto di lode, cioè, che costituiva il primo, importante e ufficiale riconoscimento dell’Istituto delle Suore Crocifisse di Gesù Sacramentato. Il documento recitava: «Scopo principale, proposto alle dette suore, è provvedere alla propria santificazione, non solo osservando i tre voti di obbedienza, povertà e castità, ma ancora uniformandosi a determinate Costituzioni, le quali in modo speciale prescrivono di meditare con diligenza e assiduità la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e di prestare particolare culto al SS. Sacramento dell’Eucaristia, con l’adorazione notturna e diurna e col preparare religiosamente il pane e il vino per il santo sacrificio dell’altare». Il Papa quindi «si degnò lodare e commendare il suddetto Istituto, come effettivamente col presente Decreto viene lodato e commendato».

DECRETO DI APPROVAZIONE PONTIFICIA dell’ISTITUTO e DI APPROVAZIONE DEFINITIVA, AD TEMPUS, DELLE COSTITUZIONI - Dopo circa un anno e mezzo il Cardinale Sanfelice restituì le Regole a Maria Pia, approvandole con qualche osservazione. Il 6 maggio 1902, sotto il Papato di Papa Leone XIII, veniva dato il decreto, n. 20856/14, di approvazione canonica dell’Istituto e delle relative Costituzioni, ad esperimento, per un quinquennio. Nello stesso decreto venne anche ritoccato il titolo della Congregazione in “Crocifisse Adoratrici di Gesù Sacramentato”. Così Maria Pia racconta la gioia per il decreto di approvazione nella sua Autobiografia «Quando la notizia giunse alla casa di San Giorgio a Cremano, ci fu una grande gioia: Suonammo a festa le campane della nostra chiesa per un’ora intiera […] e telegrafai alle due altre case, di Castel San Giorgio e San Clemente, affinché avessero ringraziato il Signore della grazia grandissima, che ci aveva concessa. Verso sera cantammo il Te Deum». Nella parte fondamentale il decreto recitava: «Avuto riguardo all’abbondanza dei frutti salutari che ha raccolti l’Istituto […], e avuto riguardo principalmente alle lettere commendatizie dei Vescovi dei luoghi, dove dimorano le suddette suore, e dell’Eminentissimo e Reverendissimo signor Cardinale Casimiro Gennari, protettore del medesimo Istituto, nell’udienza ottenuta dal sottoscritto Cardinale Prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari nel giorno 3 di questo mese, [il Santo Padre Leone XIII] si è degnato di approvare e confermare, come Congregazione di voti semplici, sotto il governo della Superiora Generale, il predetto Istituto, già ampiamente lodato e raccomandato». Per singolare coincidenza il Papa dava la sua approvazione all’Istituto il 3 maggio, giorno in cui la Chiesa festeggiava il ritrovamento della Santa Croce. 

APPROVAZIONE DEFINITIVA DELLE COSTITUZIONI - Terminato il primo quinquennio di sperimentazione delle Costituzioni, il 6 maggio 1907 ne fu chiesta e ottenuta con decreto n. 20856/14 del 13 luglio1908 la proroga per altri quindici anni, ma non si attese che trascorresse tutto questo tempo e con decreto del 10 febbraio 1915, la Santa Sede concesse l’auspicata approvazione definitiva delle Costituzioni. Il decreto recava la data del 10 febbraio 1915, ed era sottoscritto dal Cardinale Ottavio Cagiano de Azevedo, prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi. Le Costituzioni in vigore oggi sono state approvate il 6 agosto 2013.

 

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Vita di San Gregorio Armeno In evidenza

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Articolo ripreso dal periodico trimestrale dell'Istituto delle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia  "Un Servizio d'Amore" (Anno II, n.3 - dicembre 1991)

S. Gregorio Armeno è conosciuto e venerato particolarmente in Russia, perché è nativo di quella regione dell'Asia occidentale che è l'Armenia. Educato nella fede cristiana nella Cappadocia, fu battezzato a Cesarea ove divenne sacerdote e poi , vescovo, agli inizi del secolo IV. S. Gregorio fu il primo evangelizzatore dell'Armenia e in venticinque anni di apostolato riuscì a convertire quel popolo che abbandonò il paganesimo per riconoscere nel cristianesimo la vera religione; per questo motivo fu denominato l'Illuminatore  degli Armeni. Nei calendari liturgici S. Gregorio è celebratro come martire, poichè sarebbe stato torturato e incarcerato da re Tiridate che il santo avrebbe, poi, guarito da una grave malattia e convertito fino a divenire efficace sostenitore  dell'attività religiosa del Santo Vescovo.

La presenza del culto in onore di San Gregorio Armeno anche nel calendario liturgico napoletano si spiega con l'arrivo a Napoli di molti monaci e suore dell'Armenia che, con l'infierire della persecuzione degli iconoclasti  (coloro che distruggevano le immagini sacre) trovarono scampo nella nostra città ove furono accolti nel monastero  di S. Gennaro all'Olmo, in via S. Ligorio o S. Liguori.

E' storicamente accertato che alcune suore che avevavo portato con sè le reliquie di S. Gregorio Armeno, le custodirono con devozione e quando fu costruito il nuovo monastero e la chiesa dedicata a S. Gregorio Armeno le esposero alla venerazione dei fedeli. In quel monastero le monache dell'Armenia accettarono la regola benedettina e nel corso dei secoli furono inserite monache anche di altri monasteri soppressi; attualmente, dal 1922 vi sono le <<Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia>> fondate dalla ven. M. Pia della Croce. Queste suore hanno ererditato - oltre le reliquie di S. Gregorio Armeno - anche quelle di S. Patrizia, provenienti da un antico monastero soppresso  e per questo motivo vengono comunemente denominate <<Suore di S. Patrizia>> o <<suore delle ostie>> perché distribuiscono ai sacerdoti le ostie per celebrare la S. Messa ma, in realtà, esse sono le Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia.

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