La Beata Maria della Passione: una corsa verso la santità

“Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo” così diceva il filosofo cinese, Lao Tzu e così deve aver cominciato la Beata Maria della Passione, quando ancora piccina, ha mosso i primi passi della sua giovane vita, a Barra, un piccolo quartiere della città di Napoli, dove nacque il 23 settembre 1866.

Ci piace immaginarla così la nostra Beata, ancora bambina, mentre con gli occhi spalancati, tipici dei bimbi che guardano per la prima volta le cose del mondo, si affaccia timidamente alla vita, senza ancora sapere quale sia il progetto che il Signore Le ha riservato.

Quando conosciamo un santo siamo portati a pensare che la sua vita sia sempre stata qualcosa di eccezionale, fuori dal mondo, al di sopra di tutti noi. Così non è. Così non è stato per Maria Grazia Tarallo che invece ha vissuto una vita semplice, come quella di chiunque altro, piena di difficoltà da affrontare e di montagne da scalare.

Spinge a riflettere, che un essere che oggi sembra così delicato, così lontano dalle miserie del mondo, sia stato invece, in tempi non troppo lontani dai nostri, parte di esso, fragile, ma al tempo stesso tanto forte da meritarsi, nonostante le avversità  della sua breve vita, la grazia con cui il Signore l’ha sempre accompagnata.

Una grazia che Lei non ha mai data per scontata, fin da quando, pur sentendosi già sposa di Cristo, acconsentì ugualmente a prendere marito per puro spirito di obbedienza alla volontà paterna.

Ma Dio aveva per Lei altri piani, piani che l’hanno portata dinanzi al Suo Altare affinché immolasse la Sua vita a Lui, nella nascente e all’epoca piccola, Congregazione delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, sorta grazie al forte carisma della Fondatrice, Suor Maria Pia Notari.

Era il 10 giugno 1891 e deve essere stato solo un sussurro quel “si” che suor Maria della Passione ha urlato al Signore, con la stessa gioia che le spose innamorate hanno negli occhi e nel cuore.

E la gioia spesso è stata accompagnata dal dolore: più lei amava il Signore e più il diavolo la tentava, la strattonava, cercava di allontanarla dal suo Bene più grande, fino ad arrivare a spezzarle un braccio. Maria Grazia però ha tenuto duro, e quanto più soffriva tanto più stringeva a sé la croce del suo Amore, perché lei ben aveva capito, che anche il dolore che accompagna la croce può essere dolce e può essere giusto se affrontato in sacrificio di chi si ama: stringendo a sé la croce ha trasformato il dolore e le sofferenze in amore e l’amore ha vinto la croce.

Quest’anno ricorre il 150° anniversario della sua nascita.

Eh si, sono trascorsi centocinquant’anni da quando quella piccina ha mosso i primi passi per camminare, fino ad arrivare a correre verso il suo Sposo che nel 2006 l’ha voluta Beata.

Suor Maria della Passione ha vissuto una vita di santità e se è arrivata tra le braccia di Dio lo deve sicuramente al suo amore incondizionato verso di Lui, ma anche alle preghiere dei tanti suoi devoti, che sin da quando era in vita, hanno riconosciuto in quella mistica donna di Barra una santa, contribuendo con le loro orazioni a spianarle la strada verso il paradiso.

Da quando è morta, il 27 luglio 1912, la Beata Maria della Passione non è mai stata sola, ma è sempre stata oggetto di pellegrinaggi da parte di devoti che si sono recati a San Giorgio a Cremano, presso la sua urna, per portarle un fiore, una preghiera o un ringraziamento.

E sola non lo è stata neanche ora che ha deciso che in pellegrinaggio questa volta ci doveva andare lei, per “correre per le vie del mondo e dire a tutti amate assai Gesù nell’Eucaristia”.

Dall’ 11 al 17 marzo, infatti, l’urna contenente le sue sacre spoglie mortali è uscita, per la prima volta, al di fuori della città di Napoli.

La Beata, accompagnata dalle sue consorelle, le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, con la Superiora Generale, M. Giovanna De Gregorio, è stata in peregrinatio per la Diocesi di Vallo della Lucania, accolta dal Vescovo, Mons. Ciro Miniero, dal parroco di Omignano Scalo, don Luigi Maria Marone, che è stato il promotore di questa iniziativa, dai parroci di Eredita, Prignano, San Marco di Castellabbate, Vallo della Lucania, Omignano e Cava de’ Tirreni e da loro, i devoti.

I devoti che, cresciuti in numero, ma con la stessa fervente devozione di sempre, continuano ad accompagnarla nella sua corsa per le vie del mondo.

 “Di tempo ne è passato, ma siamo ancora qua”, cantano i tifosi del Napoli per incitare la loro squadra del cuore che corre sui campi di calcio, e lo stesso sembrava che cantassero i devoti della Beata, mentre,  durante questa emozionante peregrinatio, conducevano il suo corpo e con fiducia lasciavano che lei conducesse il loro spirito.

Laura Ciotola

Cronaca della peregrinatio in Vallo della Lucania

Il 10 marzo 2016, presso il Convento delle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia di San Giorgio a Cremano, sono iniziati i festeggiamenti per il 150° anniversario di nascita della Beata Maria della Passione, con una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal rev.do don Nunzio d'Elia, Postulatore della Causa di Canonizzazione della Beata e con la successiva benedizione dei suoi luoghi.

Inizio peregrinatio: partenza da San Giorgio a Cremano

Venerdì 11 marzo, l'urna con le spoglie della Beata è partita dal Convento di San Giorgio a Cremano per recarsi in peregrinatio in Vallo della Lucania e Cava de’ Tirreni.

1° tappa: Eredita

La prima tappa è stata Eredita, dove la Beata, le Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia e i tanti devoti che l’hanno accompagnata, sono stati accolti da fuochi d’artificio e strette nell’abbraccio del paese.

Al suo arrivo ad Eredita, la Beata e' stata portata nella Parrocchia "San Giovanni Battista", dove ad attenderla c’era il Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, il parroco di Eredita, don Angelo Falcione, il parroco di Omignano Scalo, don Luigi Maria Marone e tanti cittadini.

Al saluto del Vescovo, è seguita una celebrazione eucaristica, concelebrata da don Angelo Falcione e da don Luigi Maria Marone.

La Superiora Generale delle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia, M. Giovanna De Gregorio, ha ringraziato i presenti per l’accoglienza riservata e dopo aver brevemente presentato la storia della sua Congregazione e la vita di Suor Maria della Passione, ha consegnato al parroco di Eredita una reliquia della Beata e una targa commemorativa della sua presenza nella parrocchia "San Giovanni Battista".

La prima giornata di peregrinatio è stata intensissima, le suore hanno animato vari momenti di preghiera impegnandosi nella presentazione della figura della Beata, e prestando consolazione agli ammalati, ai quali non è stato fatto mancare il conforto di Gesù Eucaristia, attraverso la preghiera con loro e per loro.

2° tappa: Prignano

Sabato 12 marzo, dopo aver salutato la cittadina di Eredita, le suore sono partite alla volta di Prignano, dove la Beata ha ricevuto una calorosissima accoglienza dal parroco della chiesa "San Nicola di Bari", don Gerardo Bonora e dalla sua comunità, soprattutto dai bambini con un loro emozionante "benvenuto". Dopo la concelebrazione eucaristica con don Gerardo e don Luigi Maria Marone, M. Giovanna De Gregorio ha consegnato al parroco di Prignano, una reliquia della Beata Maria della Passione e una targa commemorativa della sua presenza nella parrocchia “San Nicola di Bari”.

L'ultimo appuntamento della giornata e' stato la sera con l'adorazione eucaristica.

3° tappa: San Marco di Castellabate

Domenica 13 marzo, la Beata è arrivata a San Marco di Castellabate presso la parrocchia “San Marco Evangelista”. All’ affettuosa accoglienza è seguita la celebrazione eucaristica, presieduta da don Pasquale Gargione, al quale la Superiora Generale ha consegnato una reliquia della Beata Maria della Passione e una targa commemorativa del suo passaggio nella sua chiesa.

La sera, le suore hanno incontrato le famiglie del posto.

4° tappa: Vallo della Lucania

Lunedì 14 marzo, la Beata ha lasciato San Marco di Castellabate ed è stata accolta a Vallo della Lucania, dal Vescovo della Diocesi, Mons. Ciro Miniero.

All'arrivo della Beata presso la Cattedrale "San Pantaleone", è seguita la concelebrazione eucaristica, presieduta da S.E. Mons. Ciro Miniero, e dai parroci, don Aniello Scavarelli e don Luigi Maria Marone.

Il giorno successivo è stato caratterizzato dall’incontro con i piccoli delle scuole elementari che hanno attivamente partecipato, spinti anche dalla curiosità, a rendere piacevole l’ascolto di particolari episodi legati alla vita della Beata.

M. Giovanna De Gregorio ha poi consegnato al Vescovo, una reliquia della Beata Maria della Passione, una targa commemorativa della sua presenza nella Cattedrale "San Pantaleone" e una pianta di ulivo in segno di pace e unità.

Durante la peregrinatio della Beata a Vallo della Lucania, le suore hanno fatto visita agli ammalati per portare loro conforto.

Martedì 15 marzo, la Beata ha lasciato Vallo della Lucania, diretta ad Omignano Scalo.

5° tappa: Omignano Scalo

Maria della Passione è arrivata ad Omignano Scalo accolta dal parroco don Luigi Maria Marone, da tre sindaci della zona e da tanti devoti.
E' seguita una processione fino alla chiesa "Sant'Antonio di Padova", dove è stata celebrata la S. Messa da don Luigi Maria Marone, con la partecipazione di alcune Confraternite della Diocesi, accompagnate dal Responsabile diocesano per le Confraternite, don Pasquale Gargione.

La mattina successiva, le Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia che stanno accompagnando la Beata in pellegrinaggio, hanno incontrato i ragazzi della scuola primaria di Omignano Scalo in visita nella Parrocchia "Sant'Antonio di Padova".
A un breve momento di animazione è seguita la presentazione della vita di Suor Maria della Passione.

C'è poi stato un incontro con i genitori dei ragazzi del Catechismo.

La peregrinatio della Beata è continuata, mercoledì 16 marzo, con la concelebrazione eucaristica presso la parrocchia “Sant'Antonio di Padova”, concelebrata dal parroco di Velina, don Franco Pecoraro, Vicario Generale e dal parroco di Omignano, don Luigi Maria Marone.
Al termine della S. Messa, la Superiora Generale, M. Giovanna De Gregorio ha donato a don Luigi Maria Marone, promotore della peregrinatio della Beata in Vallo della Lucania, una pianta di ulivo, in segno di unità e di pace.
L' ulivo è stato piantato all'esterno della chiesa “Sant'Antonio di Padova”, con l'aiuto della stessa M. Giovanna, di don Franco Pecoraro, di don Luigi Maria Marone e dei tanti devoti intervenuti.

Giovedì mattina, 17 marzo, nella parrocchia “Sant'Antonio di Padova” di Omignano Scalo, la concelebrazione eucaristica conclusiva della peregrinatio, presieduta da don Luigi Maria Marone.

Giovedì pomeriggio, M. Giovanna De Gregorio, alla presenza del Vescovo di Vallo della Lucania, Mons. Ciro Miniero, ha consegnato a don Luigi Maria Marone, una reliquia della Beata Maria della Passione e una targa commemorativa della sua presenza nella parrocchia “Sant'Antonio di Padova” di Omignano, dopodiché Mons. Ciro Miniero e don Luigi hanno salutato la Beata Maria della Passione, che ha concluso il suo viaggio nella loro Diocesi, e hanno lasciato in dono alle suore una lampada votiva che dovrà ardere accanto alla Beata.

6° tappa: Cava de’ Tirreni

Il pomeriggio del 17 marzo, l’urna contenente il corpo della Beata, ha lasciato Omignano ed è partita per l'ultima tappa della sua peregrinatio: Cava de' Tirreni.

Un momento di adorazione eucaristica ha preparato i cuori dei presenti alla celebrazione presso la parrocchia “S. Alfonso Maria de Liguori”, presieduta dal parroco, don Gioacchino Lanzillo, al quale è stato consegnato, da M. Giovanna una reliquia della Beata  e da M. Rosaria Petti, Superiora della Casa di San Giorgio a Cremano, una targa commemorativa del suo passaggio a Cava de’ Tirreni, dove si è conclusa la peregrinatio della Beata, che ha fatto ritorno a casa, nella chiesa del Convento delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia a San Giorgio a Cremano.

 


Ultima modifica il Giovedì, 31 Marzo 2016 10:17
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