“Porterete avanti la chiesa, farete crescere la chiesa, diverrete madri di questa umanità”

Le neo professe con la Madre Generale, M. Giovanna De Gregorio
Le neo professe con la Madre Generale, M. Giovanna De Gregorio

Lo scorso 15 settembre, nel giardino del Convento delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia di San Giorgio a Cremano, quattro suore hanno emesso i voti perpetui.

Suor Maria Ardimer, suor Beverly Siazon, suor Charmie Lou Abangan e suor Rhalen Bantolio hanno detto il loro “si” a Cristo.

E’ stata una grande festa, come ha più volte sottolineato Mons. Gennaro Acampa, Vescovo Ausiliare di Napoli, che ha officiato, assieme ad altri sacerdoti, la cerimonia.

“E’ una festa grande stasera non solo dal punto di vista liturgico, ma anche per il fatto che quattro giovani si donano completamente a Dio, scelgono di essere spose di Gesù per sempre”.

Molto toccante è stata l’omelia del Vescovo, di cui riportiamo le parti salienti.

Mons. Acampa ha invitato le neo professe ad essere madri “di questa umanità che sta perdendo l’orientamento”, prendendo ispirazione da quella che fu la Mamma per eccellenza, la Mamma di Gesù, “perché vedete, il significato della festa di oggi mi sembra che sia prevalentemente questo: la nostra Mamma Santissima, in questa circostanza è diventata Madre di tutti quanti noi. Non ha sofferto le doglie del parto quando è nato Gesù, perché era vergine, quindi il parto di Maria è stato tutto singolare; se vi ricordate le sofferenze sono una conseguenza del peccato originale e la nostra Mamma Celeste non ha avuto il peccato originale. Non ha subito quei dolori quando è nato il suo Figlio Gesù, li ha subiti però quando ha fatto nascere tutti quanti noi, nella Chiesa, stando ai piedi di Gesù Crocifisso. Ella è diventata Martire del cuore, una spada le ha trafitto l’anima, vedendo appunto che il suo Figlio innocente, santo, buono, si immolava per la salvezza di tutti noi. Ed è bello considerare quello che dice Gesù morente sulla croce. Gesù che si preoccupa della sua Mamma Santissima, che l’affida al discepolo prediletto, la tenerezza di Gesù verso la sua mamma <Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco la tua madre>”.

Il Vescovo, dopo aver messo in risalto l’aspetto umano di Gesù che sul punto di morte si preoccupa della madre, ha poi sottolineato l’aspetto teologico e spirituale della stessa frase, “Gesù affida la Chiesa nascente alla sua mamma celeste”, evidenziando anche che ben comprese queste parole la stessa Maria, che “dopo l’ascensione di Gesù, raccolse quel gruppo sbandato degli apostoli nel cenacolo e li tenne con sé nella preghiera, sotto la guida dello Spirito Santo. Poi sarà lo Spirito Santo che farà tutto il resto”, continua Mons. Acampa, “certamente con l’attenzione vigile della mamma di Gesù, la nostra Mamma Celeste”.

Il Vescovo ha poi rivolto un invito alle giovani ad essere come la Madre Celeste “anche voi che siete abbastanza giovani, ma vi consacrate oggi al Signore, dovete essere come la nostra Mamma Celeste. Siate madre di questa umanità che sta perdendo l’orientamento, perché va sempre più sballandosi. Annunciate il Vangelo facendo opere di carità e di assistenza che sono nel vostro carisma. Porterete avanti la chiesa, farete crescere la chiesa, diverrete madri di questa umanità”.

Monsignor Acampa si sofferma anche sull’importanze della scelta di prendere i voti.

“Oggi farete i voti, rinnoverete in una maniera solenne, perpetua i voti! Perché bisogna fare questi voti? Vi è una rinuncia soltanto o vi è anche un cuore più grande? Io credo che voi scegliendo Gesù come sposo della vostra vita e vivendo nella povertà, nella castità e nell’obbedienza, avete presente non soltanto l’abnegazione nella preghiera, ma l’impegno d’amore da diffondere, per il bene del Signore e per tutta l’umanità. Quindi, vivete nella gioia! Il mondo ha bisogno di persone che sono serene, che si sentono soddisfatte, realizzate e voi, avete scelto, state scegliendo la parte migliore. Cercate di attivarvi sempre, anche nei momenti difficili, perché non vi nascondo che momenti difficili ci saranno, la vita è sempre uno scalare la montagna. Sicuramente ci saranno delle difficoltà, ma voi ripensate a questo giorno, ripensate alla scelta che avete fatto, una scelta che come sto dicendo, non è una scelta di privazione ma di un amore più grande, del dono totalitario di se stessi proprio per lo sviluppo della Chiesa di Dio, per la crescita dell’umanità. E come si fa a vivere in questa dimensione? Io credo che ci aiuta molto la preghiera, facendo in modo che le labbra corrispondano al cuore, a quello che sentite dentro e poi, affidatevi alla comunità. La comunità dovrebbe essere la vostra famiglia dove si condivide tutto, dove ci si aiuta reciprocamente, e ci si vuol bene nella libertà. Cercate proprio di sperimentare la bellezza della vita comunitaria che non è vivere in “collegio”, ma è davvero una famiglia, dove ci si vuol bene, si deve amare le altre come sorelle, condividendo le esperienze costantemente”.

Mons. Acampa rivolge quindi un invito alle suore di integrarsi nella Comunità in cui vivono “Voi siete suore attive e contemplative però dovete fare uno sforzo in più per essere attive. Venite da un altro paese, però ora state qua e dovete sentire l’umanità che sta qua e allora, fate ogni sforzo: Gesù ha fatto così, Gesù si è incarnato; poteva star bene dov’era, ma si è incarnato ed è diventato ebreo non soltanto uomo, ma uomo ebreo. Ha accettato la cultura e la mentalità, è vissuto da ebreo, ha pregato come un ebreo, è andato nella sinagoga come tutti gli ebrei. Ecco, allora voi adesso fate questo sforzo, non è che dovete dimenticare il vostro paese, assolutamente, però immedesimatevi nella nostra mentalità, nella nostra cultura perché se volete evangelizzare, dovete stare in sintonia con la gente, con quelli che abitano qui, perché la vostra maternità sia una maternità piena e feconda.”

Conclude Mons. Acampa, con un augurio alle neo professe e un ricordo lontano “Posso anche concludere. Chiudo questo pensiero augurandovi davvero una gioia piena, una realizzazione più bella, per cui sono contento di celebrare questa messa. Non è proprio la prima volta, questa è la seconda volta che celebro una messa per le suore che fanno una professione perpetua, però questa volta sono un po’ più contento perché c’è un rapporto che non è solo di frequentazione ma che va proprio lontano nel tempo: io sin da piccolo sono stato frequentatore della vostra chiesa, la chiesa delle suore di Santa Patrizia, così come volgarmente diciamo noi a Napoli e, una volta, in occasione della festa dell’Immacolata, io scrissi una letterina alla Madonna. Quindi c’è un legame di affetto con la Comunità e con voi tutte, per questo, vi assicuro la mia preghiera e vi accompagno con affetto paterno”.

Una leggera pioggia, sul finire della celebrazione, ha fatto da sfondo alle lacrime di commozione con cui le tante persone venute ad omaggiare le giovani suore, le hanno viste emettere i loro voti nelle mani della neo eletta Madre Generale, Madre Giovanna De Gregorio.

Alle neo professe un augurio di poter camminare sempre al fianco di Cristo alla ricerca della santità, a cui ogni suora aspira.

Vai alla tesina preparata dalle suore: Importanza della Liturgia delle Ore e Ufficio Divino


Ultima modifica il Venerdì, 30 Ottobre 2015 16:02
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