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Omaggio alla Venerabile Maria Pia Notari

In occasione del centenario della nascita al cielo della venerabile Madre Maria Pia della Croce – Notari (1 luglio 2018 - 1 luglio 2019), Fondatrice delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, la Penitenzieria Apostolica del Vaticano, ha concesso a tutti i fedeli, che visitano una delle cappelle delle comunità delle suore crocifisse in tutto il mondo, di ottenere il dono dell’ Indulgenza plenaria.

Condiviadiamo questo video preparato dalle Suore Crocifisse della Comunità di Roma che così hanno voluto omaggiare la nostra Fondatrice.


Apertura dell'Anno Centenario della Venerabile Madre Maria Pia della Croce-Notari a Conversano

Nella ricorrenza del centenario della nascita al cielo della Venerabile Madre Maria Pia della Croce–Notari, Fondatrice delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, martedì 4 settembre, presso la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Conversano, si è svolta la solenne celebrazione eucaristica di apertura dell’Anno Giubilare, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Favale, Vescovo della Diocesi di Conversano–Monopoli.

Prima della Santa Messa, il diacono Stefano Lomele ha tenuto una breve catechesi sull’Indulgenza Plenaria, evidenziando come, nel Sacramento della Riconciliazione, l’amore di Dio e il peccato commesso dall’uomo si incontrano e l’abbraccio Paterno di Dio, nella Sua grande Misericordia, accoglie la miseria dell’uomo. Il diacono ha quindi sollecitato i presenti a vivere seriamente quest’anno di grazia.

Dopo le Letture, il Vescovo Favale, ha tenuto un’illuminante omelia che di seguito riportiamo:

“Vogliamo lasciarci guidare dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato quest’oggi per comprendere la figura di questa donna straordinaria che l’Istituto delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, in questo anno vuole ricordare nel centenario della sua preziosa morte. È proprio vero che il Signore con la Sua parola ha sempre da dirci qualcosa che aiuta il nostro cammino di fede, e i Santi sono l’espressione visibile e concreta della parola di Dio.

Io voglio trarre spunto per la meditazione e riflessione di questa sera dal brano ascoltato nella prima lettura, tratto dalla prima lettera dei Corinzi dell’Apostolo Paolo.

L’apostolo scrivendo ai cristiani di Corinto e oggi parlando a noi, ci ha detto che lo Spirito di Dio conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi più dello Spirito di Dio può conoscere Dio, il mistero della Trinità, il Dio inaccessibile, il Dio infinito che si rende visibile, si rende alla portata degli uomini attraverso l’incarnazione del Verbo, la seconda persona della Santissima Trinità e poi con il dono che il Signore è risorto dai suoi discepoli, lo Spirito Santo.

L’inavvicinabile, l’inconoscibile diventa accessibile, grazie allo Spirito Santo. E’ lo Spirito che aiuta l’uomo a penetrare nel mistero di Dio, nelle profondità di Dio. Ci ha detto San Paolo, chi invece non ha lo Spirito di Dio non riesce a scrutare la profondità di Dio, si ferma alla materialità dell’esperienza quotidiana della propria vita e non riesce a leggere la propria vita nella luce del mistero di Dio, chi si lascia guidare dallo spirito umano o peggio dallo spirito del mondo.

L’orizzonte di costui o di costei è limitato, non riesce ad andare al di là della propria persona ed è la realtà che circonda quella persona. La conoscenza si limita, per chi ha lo spirito esclusivamente umano, a ciò che è tangibile, visibile, accessibile. Non può avvicinarsi a Dio, non può conoscere Dio chi si lascia guidare dallo spirito dell’uomo. San Paolo dice che noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, per cui possiamo scrutare il mistero di Dio, comprendere le cose di Dio e di conseguenza lasciarsi guidare dallo Spirito di Dio, questo lo può fare solo chi penetra nel mistero di Dio e diventa una cosa sola con Dio.

Miei cari i Santi chi sono? Se non quegli uomini e quelle donne che hanno fatto questo salto di qualità nella loro vita, non leggono più la propria vita e gli eventi che accadono attorno a se con la logica dello spirito umano. I santi e le sante sono coloro che immersi nel mistero di Dio si lasciano illuminare da Dio e sanno leggere la propria vita e gli eventi che accadono intorno a sé con gli occhi di Dio e sanno inserire quanto accade nella propria vita e nella storia in quel grande disegno d’amore che Dio ha pensato per noi e che chiamiamo la storia della salvezza.

Questi sono i Santi. I Santi sono coloro che vivono immersi nel mistero di Dio, ma questo non li porta ad isolarsi nella storia, a vivere quasi in una campana di vetro e a disinteressarsi di ciò che accade attorno. I Santi, proprio perché sono guidati dallo Spirito di Dio e condotti nel mistero inaccessibile e stupendo di Dio, nella luce di Dio sanno leggere gli eventi della storia e sanno scorgere i tratti dell’amore di Dio in ciò che accade nel quotidiano, nell’esperienza concreta di ogni giorno. Questi sono i Santi. Noi quando pensiamo ai Santi, diciamocelo francamente, pensiamo che costoro sono uomini e donne dotati di poteri non comuni, straordinari: fare miracoli, predire il futuro. No, i Santi non sono questi, i Santi sono quelli che si lasciano guidare dallo spirito di Dio e vivono il mistero d’amore di Dio e nella luce di Dio sono fermento di novità nella storia, fecondano la storia trasformandola dal di dentro, per questo i santi non passano mai di moda, sono sempre attuali.

Noi ricordiamo tanti santi vissuti secoli fa, li avvertiamo vicino a noi, sentiamo che abbiamo bisogno della loro presenza. Perché? Perché loro riescono a parlare ancora oggi, perché sono stati uomini e donne impregnati dell’amore di Dio, hanno saputo dare risposte al loro tempo, ciò che accadeva concretamente nella storia e riescono a dare ancora oggi le risposte con la loro testimonianza. In questa Chiesa si venera Santa Rita, tanti secoli fa è vissuta, eppure noi la avvertiamo vicina a noi. E’ stata donna, moglie, madre consacrata e ancora oggi Santa Rita a distanza di secoli riesce a provocarci. Perché? Perché lei era immersa nel mistero di Dio, guidata dal mistero di Dio, lo Spirito santo ricevuto nel battesimo e confermato nella cresima.

E così è stata Madre Maria Pia della Croce che ci accingiamo ad onorare in questo anno giubilare in occasione del centenario della sua morte.

Chi è stata questa donna napoletana vissuta a cavallo tra 800 e il 900. Una donna che non ha opposto resistenza allo Spirito Santo, si è lasciata guidare dallo Spirito Santo e ha vissuto la gioia di essere figlia di Dio.

San Paolo scrivendo ai romani dice che coloro che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio sono figli di Dio e proprio perché lei è figlia di Dio, ha vissuto l’intimità con questo Dio amore, si è lasciata trasformare dall’incontro con Dio e in lei si è acceso un amore così forte che l’ha spinta a voler dare un segno nella storia, nella sua città, tra le situazioni più difficili, tra le emergenze sociali che il territorio faceva emergere.

Si è messa al servizio soprattutto degli ultimi che ha voluto, che attorno a lei si creasse una piccola famiglia che poi mano a mano si è sviluppata, di donne che come lei, afferrate dallo Spirito di Dio, immerse nel mistero di Dio, potessero poi vivere al servizio dei fratelli.

L’Istituto delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia che tanto bene hanno fatto e fanno ancora oggi nella chiesa, nei luoghi in cui loro vivono e operano.

I Santi non passano mai di moda, sono sempre attuali perché vivono in Dio ed hanno messaggi forti per tutte le generazioni.

Madre Maria Pia non passa di moda, non può passare di moda, perché è stata una donna rivestita di luce, è stata davvero come Gesù ha chiesto ai discepoli, sale della terra e luce del mondo, con la sua testimonianza di vita evangelica e di donna consacrata a Lui.

Miei cari, il messaggio che allora vogliamo portare stasera con noi, dopo aver condiviso questa eucarestia: anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio, lasciamoci guidare dallo Spirito di Dio, per scrutare il mistero di Dio.

Dio non è inaccessibile, lontano da noi, inavvicinabile.

Si è vero, come fece Mosè, quando sostò davanti al roveto ardente, anche noi dobbiamo toglierci i sandali, cioè dobbiamo liberarci da tutti quei pesi che non ci avvicinano a Dio, però dobbiamo aver fiducia di poter conoscere questo Dio che è misericordia, amore sconfinato, amore infinito e anche noi immersi in Dio in una relazione vitale con lui, lasciamoci guidare dallo spirito di Dio per compiere le opere dell’amore nel quotidiano, nelle situazioni di vita, nella famiglia, nella professione, nel servizio alla comunità.

L’amore di Dio ci deve spingere ad essere fermento di vita nuova, una vocazione alla santità.

Papa Francesco ci ha fatto dono di un documento stupendo: “Esortazione Apostolica gaudete et exsultate” sulla santità cristiana, questo dice concretamente, ognuno deve vivere la santità nel proprio stato di vita, lasciandosi guidare dallo Spirito di Dio, vivendo l’esperienza di comunione con Dio e portando Dio nel mondo per santificare il mondo.

Questi sono i santi e tutti lo possiamo fare, non c’è bisogno di aver studiato teologia, o di aver fatto corsi universitari nelle scienze sacre, per fecondare il mondo con la santità basta essere aperti allo spirito di Dio e tutti abbiamo ricevuto questo spirito nel battesimo e nella cresima.

Miei cari alla scuola di Madre Maria Pia della Croce, alla scuola dei Santi anche noi esercitiamoci ogni giorno in questa docilità allo Spirito Santo, vinciamo lo spirito dell’uomo mortale che è in noi, abbandoniamo l’uomo vecchio direbbe San Paolo, rivestiamoci dell’uomo nuovo, poi lasciamoci permeare dallo Spirito di Dio, che ci conduca a comprendere il mistero ineffabile di Dio trinità, e ad essere nel mondo il segno dell’amore di Dio.

Sia questo l’impegno che prendiamo in questo anno giubilare.

Le suore sicuramente ci offriranno tante opportunità per conoscere la Venerata Madre che ha esercitato in grado eroico le virtù cristiane, man mano che conosceremo Madre Maria Pia alla sua scuola diciamo, ognuno dica a se stesso: ed io cosa posso fare per trasformare il mondo? Lei lo ha fatto da suora, io da vescovo, da prete, da diacono, da suora, da battezzato, da sposa, da sposo, da figlio, io cosa posso fare per fecondare la storia?

Posso fare questo, lasciarmi guidare dallo Spirito di Dio, sempre, in ogni istante.

Sia così per tutti noi, oggi e sempre.”

Alla conclusione della celebrazione la Superiora della comunità di Conversano, suor Marilou Corvero Luna, ha espresso la sua gratitudine a Sua Eccellenza Mons. Giuseppe Favale per l’attenzione, la disponibilità e la cura paterna verso la comunità, ai concelebranti per la loro presenza, e la loro costante guida ed amicizia e in particolar modo al carissimo Don Angelo, che nei momenti difficili è sempre vicino alle suore, come un grande angelo, mandato dal cielo per loro. Ha altresì ringraziato il diacono Stefano Lomele per la sua partecipazione e per la breve catechesi sull’Indulgenza plenaria e l’onorevole Sindaco Avv. Pasquale Loiacono per la sua presenza. Ha quindi espresso un grazie di cuore a tutti i presenti, per aver condiviso con loro questa grande gioia e questo momento di grazia che la Chiesa, nostra madre, continuamente ci dona.

Per concludere ha condiviso un versetto della preghiera composta dalla Venerabile Madre Maria Pia della Croce, nella ricorrenza del Giubileo dell’anno Santo 1900, proclamato da Papa Leone XIII:

“Gesù mio Vi ringrazio della bontà del vostro cuore, che mi ha fatto fare il Santo Giubileo. Gesù mio, in questo momento vorrei possedere tutti i cuori delle creature, passate, presenti e future, e tutti questi cuori vorrei che Vi amassero, Vi conoscessero e Vi lodassero nel tempo e nell’eternità e fate o Gesù, che questo mio Istituto Vi Lodi e Vi ami fino alla consumazione dei secoli”.

Con questa preghiera della Madre Fondatrice, le suore crocifisse, hanno voluto esprimere il loro grazie di cuore, assicurando per tutti le loro preghiere.

Conversano, 7 Settembre 2018

 


Le Crocifisse del Paradiso

Da uno scritto del 1916...

Prefazione

Sono già trascorsi oltre trent’anni dalla Fondazione dell’Istituto (1885-1916). In tutto questo tempo parecchie Crocifisse se ne volarono già in Paradiso a godere tutto intiero Colui che avevano cercato e amato su questa terra della prova e dell’esilio.

Il ricordo delle loro virtù, spinte talvolta fino all’eroismo, è ancora vivissimo nel cuore delle non poche superstiti, e principalmente nel cuore della Fondatrice, in cui le memorie del passato sono efficacemente vivificate dall’amore svisceratissimo che ha sentito e sente per ciascuno delle Figlie sue. Ma verrà giorno in cui anche la Fondatrice e quelle altre che restano, depositarie del passato, dovranno sottostare alla legge comune della morte, e la storia intima di tante anime Crocifisse, che è poi la storia vera dell’Istituto, correrà pericolo di dileguarsi tra gli aridi misteri del sepolcro. Ora a scongiurare questa, che potrebbe chiamarsi una vittoria del tempo, contro un’opera voluta e difesa da Dio medesimo, abbiamo pensato di raccogliere in queste  pagine, come in altrettanti quadretti, le migliori notizie riguardanti quelle Crocifisse, che già compirono il loro sacrificio d’amore; facendo voti che altri, dopo di noi,  vorranno seguitare quest’ opera da noi cominciata. Ed ecco la ragione prima di questo libro che abbiamo intitolato: 

"Le Crocifisse del Paradiso"

Gli altri motivi, che ci hanno indotto a porre mano a questo lavoro, si possono facilmente indovinare. Forse verrà tempo in cui le Crocifisse, ancora militanti, sentiranno il bisogno di rivivere i primi tempi dell’ Istituto; di ritemprare lo spirito loro a quel fervore primiero, che accompagna l’inizio di tutte le opere sante, e allora basterà loro di aprire questo libro per conseguire, almeno in parte, lo scopo.

Potrebbe anche succedere, in un tempo più o meno lontano, che persone semplicemente studiose siano prese dalla vaghezza di conoscere il nome, la vocazione, lo spirito delle Crocifisse, o di studiare le meraviglie di Dio nella santificazione delle anime, e allora basterà questa raccolta di piccole Biografie a soddisfare sufficientemente la loro ammirevole curiosità.

Voglia Iddio delle misericordie, fatto Pane per noi, benedire le nostre buone intenzioni, e farci grazia per questa poca fatica, che l’ultimo palpito del nostro cuore sia tanto forte da compensargli perfettamente le antiche infedeltà.

                                                                                                                                 S. Giorgio a Cremano 1 Dicembre 1916

 

Introduzione

Un giorno di Sabato Santo, quando l’Istituto contava già parecchi anni di vita, una Suora Crocifissa, ora Serva di Dio, ebbe la seguente visione: 

“Le parve trovarsi in un delizioso giardino, ricco di ogni specie di fiori, la cui bellezza e il cui profumo non avevano nulla di umano. E mentre ripensava alla possibilità di raccoglierne un mazzolino per farne gentile regalo alla Fondatrice, in quel giorno della Resurrezione, fu colpita improvvisamente dalla maestosa figura di un giardiniere!.. Egli guardava con amorosa gelosia tutti quei fiori, principalmente i più piccoli e delicati, e vi versava sopra un’abbondanza di acqua limpida e fresca... Al tocco di quell’acqua i piccoli fiori crescevano meravigliosamente, riacquistavano una più pura bellezza, e spandevano all’intorno un odore più sottile e inebriante!”

Questa simbolica visione fu accompagnata da tanta luce d’intelletto, che la Serva di Dio comprese perfettamente come quel giardino simboleggiasse l’Istituto; i fiori le Crocifisse Adoratrici; il giardiniere Nostro Signore Gesù Cristo, e l’acqua prodigiosa, la grazia santificante.

Fu allora che la santa Suora non ebbe mai più voglia di toccare i simbolici fiori, mentre il geloso Giardiniere ne ha colti e ne va cogliendo, per fregiarne la sua gloriosa corona. E l’Istituto tutto, ha guardato e guarderà con gioia la invidiata fortuna di quelle Crocifisse, che fatte mature dalla grazia, hanno, l’onore della precedenza contentandosi magari di conservarne la memoria.              

                           


Si apre l'anno giubilare della nascita al cielo della Venerabile Maria Pia Notari

 Il 1 luglio 2018, con una solenne celebrazione eucaristica, presieduta da S. Ecc. Mons. Armando Dini, Vescovo Emerito di Campobasso-Boiano, le Suore Crocifisse hanno aperto l'anno in preparazione del centenario della nascita al cielo della Venerabile Maria Pia della Croce Notari.

Era il 1 luglio 1919, quando, come scrisse don Francesco Pannico, parroco di San Giorgio a Cremano “Notari Maddalena, figlia dei furono Benedetto e Calvanese Vincenza, nativa di Capriglia (Salerno), di anni 72, domiciliata in via San Giorgio Vecchio, di stato religiosa, è morta nella comunione della Santa Madre Chiesa, munita dei Santi Sacramenti, Penitenza, Viatico ed Estrema Unzione, ed è stata sepolta nel camposanto di San Giorgio a Cremano”.

Maria Pia morì dopo lunghi mesi di sofferenza, proprio un giorno prima di quello che sarebbe stato il suo 52° anniversario di vita consacrata, come lei stessa lo chiamava “il giorno mio bello”.

Padre Fontana nell’elogio funebre che fece della madre, descrisse i suoi ultimi momenti “Un silenzio profondo regnava nella cella dolorosa, rotto soltanto da prolungati sospiri che uscivano dagli astanti petti delle religiose, prostrate ai piedi della loro Madre agonizzante. L’orologio segnava le ore 22.19, e la veneranda fondatrice mentre si raccomandava l’anima sua al Signore dal sacerdote e dagli astanti, fermò per un istante il respiro, e movendo dolcemente le labbra, quel corpo affranto dalla penitenza, lasciò che l’anima bella volasse al cielo… la Madre Maria Pia della Croce non era più con noi, ma ci lasciò il profumo delle sue virtù e delle opere sue sublimi”.

E fino all’ultimo, il pensiero di Maria Pia fu per il suo Istituto, per le sue figlie a cui negli ultimi giorni di vita raccomandò “Figlie mie, sento che mene vado… Amate assai l’Istituto nostro, voluto dal Signore su questa misera terra. Io sono stata il più vile strumento nelle mani del Signore. Egli qua giù ha compiuto l’opera sua. Amate l’Istituto e cara vi sarà la Santa Regola, che voi abbracciaste con generosità ed amore nel giorno della vostra unione con il Signore. Sacrificatevi fino all’eroismo per l’esatta osservanza di essa; siate sicure di avere in cambio la forza necessaria e e le infinite benedizioni del Signore. Promettetemelo tutte figlie mie, e specie voi più giovani. Siate fedelissime alle promesse sante, nulla vi scoraggi e pensate che, coi i sacrifici di ognuna di voi l’Istituto andrà sempre avanti. Vi raccomando l’amore a Gesù sacramentato. Amatelo assai e siate fedeli all’adorazione, riparando in quell’ora alle indifferenze che riceve da coloro che l’offendono. Se mi promettete tutto questo, siete sicure che l’Istituto si moltiplicherà sempre più e voi acquisterete, nel Paradiso, l’eterna felicità”.

L'anno prossimo, il 1 luglio 2019 saranno 100 anni dalla dipartita di Maria Pia, come ha ricordato Mons. Dini in apertura alla celebrazione del 99° anniversario "Era il 1 luglio 1919... l’anno 21, 1 luglio 2019 saranno cento anni. Oggi comincia quest’anno. Un anno bello, un anno nel quale chiediamo a Madre Notari di ottenerci dal Paradiso particolari forze per la Congregazione e per tutte le opere della Congregazione. Un anno di rinnovamento, un anno nel quale, le suore di oggi,  possano vivere il carisma di Madre Notari, proporzionato ai tempi di oggi con la santità dello Spirito Santo come Gesù vuole".

La Santa Messa, celebrata nel giardino del convento di casa madre, a San Giorgio a Cremano, è stata concelebrata da don Nunzio D'Elia, Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione sia della Fondatrice, che della Beata M. della Passione, da P. Francesco Rinaldi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica di Napoli e da don Pasquale Pirulli, parroco di Rutigliano e autore di una recente biografia sulla fondatrice “La Venerabile Madre Maria Pia della Croce Notari” e ha visto la partecipazione oltre che di tante sue consorelle, venute da varie comunità, anche di tanti amici, religiosi e laici e della famiglia laica dell'Istituto, gli Ausiliari Eucaristici.

Per l'importante occasione, al fine di promuovere il rinnovamento spirituale dei fedeli ed incrementare la vita di grazia, le suore avevano chiesto alla Penitenzieria Apostolica del Vaticano di concedere l'indulgenza plenaria, che hanno ottenuto con comunicazione del 24 aprile 2018.

Mons. Dini nella sua omelia ha molto sottolineato quanto la povertà di Cristo, nella vita terrena, sia stata essenziale per la nostra salvezza. Gesù è nato povero, in una grotta e si è spogliato di tutto “da ricco che era” dice San Paolo “si è fatto povero per voi… perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”.

Tuttavia, ha continuato il Vescovo, non sempre noi ci rendiamo conto di questo sacrificio, non sempre comprendiamo il grande amore che Gesù ebbe per noi. Non così fu per Maria Pia, che con la grazia dello Spirito e con l’aiuto della Vergine Maria, fece esperienza dell’amore di Gesù e visse in maniera ricchissima quell’amore, ritrovandolo nella celebrazione del Sacrificio Eucaristico, la messa, nella adorazione a Gesù Eucaristia e nella comunione.

Il Vescovo ha concluso rivolgendo un invito ai presenti ad imparare da Madre Notari “ad amare Gesù così, ad amarlo che dà la vita per noi, ad amarlo che si rende presente sui nostri altari, dato per noi con il suo corpo, regalato a noi con il suo sangue versato”.

L’invito a non lasciare che questo anno in cui si apre il centenario della sua nascita al cielo sia un anno di celebrazioni superficiali, ma piuttosto che sia un anno che incida nel nostro modo di vivere, proprio come “ogni messa deve incidere nella vita”.

L’invito a non permettere che la messa ci passi addosso, ma che anzi “ci sconvolga, azzeri tutti i peccati e tutte le stupidaggini che ciascuno di noi ha in testa, e ci faccia risorgere per una vita nuova, piena di Spirito Santo e di amore come è stata la vita di Madre Notari”.

Leggi omelia Vescovo Armando Dini

La celebrazione è terminata con l’intervento della Superiora generale, madre Giovanna De Gregorio, che nel ringraziare il Vescovo, i sacerdoti e gli amici intervenuti, ha lasciato a tutti una riflessione sull’ascolto, “Potenziamo quest’anno l’ascolto, l’ascolto della Parola di Dio, ma anche l’ascolto tra noi. Nelle nostre comunità, l’ascolto l’una dell’altra. Anche nelle famiglie, il marito ascolti la moglie, la moglie il marito, entrambi i figli, i figli ascoltino i genitori. Anche questa è una grande espressione di amore. Allora vi lascio questa parola, che quest’anno tutti possiamo vivere, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, l’ascolto delle nostre famiglie, per poterci sostenere ed aiutare, nel cammino verso la santità e uniamoci tutti in preghiera perché la Fondatrice ci possa far innamorare sempre più di Gesù Eucaristia, come lo ha amato lei”.

                                                                                                         laura ciotola

 

 


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