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Commemorazione di Santa Patrizia del 25 agosto 2018

Anche questo 25 agosto, nella Chiesa di San Gregorio Armeno, la città di Napoli ha commemorato Santa Patrizia con una solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Cardinale di Napoli, Mons. Crescenzio Sepe.

Alla numerosa folla accorsa a rendere omaggio alla compatrona di Napoli, Mons. Sepe ha parlato di una giovane Patrizia, che pur essendo discendente della famiglia imperiale di Costantino il Grande, non ha esitato a rinunciare alle sue ricchezze e ai suoi titoli per divenire povera e consacrarsi a Cristo, nonostante l'opposizione della famiglia. La Provvidenza poi volle che questa giovane "principessa" si radicasse nella città del sole per divenirne compatrona assieme a San Gennaro. Una Santa giovane Patrizia, che morta all'età di 21 anni, è divenuta simbolo di una santità che può e deve riguardare anche i giovani, come giovane e santo è stato anche Nunzio Sulprizio, che morto proprio qui a Napoli è stato un vero esempio di virtù e che proprio per questo sarà canonizzato a Roma il prossimo 14 ottobre.

Il Cardinale nel ricordare che nel 1864 le spoglie mortali di Santa Patrizia furono traslate nel complesso monumentale di San Gregorio Armeno, dove ancora oggi riposano, ha concluso con l'insegnamento che Patrizia ci ha lasciato "siate coerenti, siate fieri di essere cristiani, impegnatevi a testimoniare la vostra fede anche di fronte alle difficoltà di un mondo come quello di oggi così materializzato e avrete la gioia  e la grazia di Dio che vi ama, vi è vicino, vi assiste".

La celebrazione è infine terminata con il consueto saluto di Mons. Sepe " A' Madonna v'accumpagne!"

Leggi omelia del Card. Sepe su "Nuova Stagione"

Napoli, 25 agosto 2018                                                                               laura ciotola

Leggi storia di Santa Patrizia

 

 

 


Video "E' bello essere solo di Dio!"

Video "E' bello essere solo di Dio!", realizzato dalle Suore Cae della Comunità di Roma, utilizzando scvritti della Venerabile Maria Pia Notari della Croce.


Professione Perpetua a Torre del Greco - 15 settembre 2018

Preparazione ai Voti Perpetui del 15 e 29 settembre 2018

In occasione della Professione Perpetua del 15 e del 29 settembre 2018, le neo professe hanno percorso un cammino di preparazione dal 1 luglio al 14 settembre.

Nel primo mese di preparazione, dal 5 luglio al 5 agosto, le juniores, partite dalle rispettive comunità, Suor Helen dall'Indonesia, Suor Ledy dal Perù, Suor Lerma e Suor Wiwin dalla comunità di San Giorgio a Cremano e Suor Annie Lou dalla comunità di Roma, si sono riunite nella Cappella Cangiani di Napoli, presso i Padri Gesuiti.

Il mese ignaziano ha rappresentato, per loro, un momento di incontro profondo e di preghiera intima con il Signore. La Parola di Dio è stata la loro guida durante questi esercizi spirituali e il silenzio, la loro palestra. Ognuna ha fatto un'esperienza diversa dall'altra: "Dio parla al cuore di ciascuna attraverso la Sua Parola".

Dopo questo intenso mese, le suore sono tornate in Noviziato presso il Monastero di San Gregorio Armeno, sotto la guida della Madre Maestra, Suor Leny Mamon.

Durante questo periodo le 5 neoprofesse hanno contribuito alle attività della casa, ma soprattutto si sono dedicate alla preghiera comunitaria e personale. L'11 agosto sono andate in pellegrinaggio  ad  Assisi per vivere una giornata di fraternità. Il giorno seguente hanno invece assistito alla Santa Messa e all'Angelus a Piazza San Pietro, in Roma, insieme a tanti giovani provenienti da diverse parti del mondo per partecipare al Sinodo dei Giovani  2018.  Il 17 agosto, Suor Ledy è tornata in Perù, dove ha continuato la sua preparazione per la professione solenne del 29 settembre.

Le altre 4 juniores:  Suor Helen, Suor Lerma, Suor Annie Lou e Suor Wiwin, hanno trascorso qualche giorno presso Casa Madre, a San Giorgio a Cremano dove hanno intensificato la loro preghiera, ispirate dalla Madre Fondatrice e dalla Beata Maria della Passione.

Infine, il 13 settembre, in preparazione al giorno della Professione, il Parroco della Chiesa del SS. Crocifisso, a Torre del Greco, don Orazio Morra, ha organizzato una serata di Adorazione Eucaristica, caratterizzata dalla preghiera, da canti e dalle testimonianze delle juniores sulla propria vocazione.

La preparazione si è conclusa la sera del 14 settembre, con la catechesi sul Rito della Professione Perpetua, fatta da don Ciro Sorrentino presso il Santuario Maria SS. del Buon Consiglio di Torre del Greco.

Di seguito le testimonianze delle juniores fatte durante l’Adorazione Eucaristica in preparazione alla Professione Perpetua, presso la Parrocchia del SS. Crocifisso a Torre del Greco.

Testimonianza di suor Helen Gultom

Testimonianza di suor Lerma Tabasondra

Testimonianza di suor Annie Lou Dolor

Testomonianza di suor Wiwin Naibaho

 

Professione Perpetua del 15 settembre 2018

Se si volesse dare una colonna sonora alla professione perpetua dello scorso 15 settembre, la canzone di Adriano Celentano che fa "Io non so parlar d'amore, l'emozione non ha voce, e mi manca un pò il respiro, se ci sei c'è troppa luce...", ben sintetizzerebbe la cerimonia di poche parole, ma ricca di emozione con cui Suor Helen Gultom, Suor Lerma Tabasondra, Suor Annie Lou Dolor e Suor Wiwin Naibaho hanno legato la loro vita a quella di Cristo.

La celebrazione, che ha avuto come sfondo il suggestivo Santuario di Maria SS. del Buon Consiglio di Torre del Greco, è stata officiata dal Vescovo emerito di Nola, Mons. Beniamino Depalma e concelebrata da don Ciro Sorrentino, parroco locale, don Pino Giordano, don Arnaud, P. Anicetus Bali, P. Seraphim ofm, P. Edwin, P. Viator e P. Elia.

Tante sono state le persone che hanno voluto accompagnare le giovani suore in un momento così importante della loro vita e tra questi erano presenti anche S.E. il Signor Antonius Agus Sriyono, Ambasciatore di Indonesia presso la Santa Sede, la famiglia laica degli Ausiliari Eucaristici, parenti e amici.

L'omelia di Mons. Depalma ha invitato a una riflessione di quello che è il ruolo di Gesù Cristo nella nostra vita "Vi siete innamorati di me? Sono importante nella vostra vita?" ha rimarcato il Vescovo "perché è dalle risposte a questa domanda che dipende la bellezza della nostra missione. Solo se ci portiamo Cristo stampato dentro possiamo testimoniare il Vangelo. L'esperienza credente non è dottrina... il catechismo non fa bruciare il cuore e non apre gli occhi. Gesù è venuto per insegnarci a vivere da uomini, e si vive da uomini solo se si è capaci di amare. Prendere la Croce vuol dire vivere la vita secondo la logica evangelica - Sono venuto per dare la vita non per prenderla, per servire non per essere servito".

Mons. Depalma si è quindi rivolto alle professe "A voi è stata concessa una grazia, seguire Gesù Cristo che ha detto - Venite con me, ho bisogno di voi per continuare la mia missione. E seguire Cristo è semplice" ha continuato il Vescovo, perché dall'espressione "mi metto nelle tue mani" scaturisce la libertà di amare senza preoccuparsi del resto "I voti sono possibilità di amare: non ho niente, neanche la volontà, ma sono libera di amare per sempre. E anche se il 'per sempre' oggi sembra difficile da realizzare, è invece possibile quando si scopre un amore così grande".

La cerimonia è proseguita con le rituali promesse con cui le neo professe, hanno fatto voto di castità, povertà e obbedienza nelle mani della Superiora Generale, Madre Giovanna De Gregorio che, stringendole in un abbraccio materno, le ha dichiarate parte della famiglia delle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia.

La commozione che si è sentita durante tutta la celebrazione, si è infine sciolta nelle lacrime di Suor Lerma, che ringraziando, a nome suo e delle altre professe, il Vescovo, l'Ambasciatore dell'Indonesia, i sacerdoti presenti e quelli che le hanno seguite da lontano, la Superiora Generale, le Madri Consigliere, le Superiore, le Suore Crocifisse, gli Ausiliari Eucaristici e gli amici intervenuti, ha incrinato la voce quando il grazie ha raggiunto le loro famiglie, lontane, ma spiritualmente vicine.

A volte, quando si partecipa a una professione perpetua si rischia di viverla solo come una celebrazione dell'intera Congregazione, dimenticandone e perdendone l'unicità, l'intimità con cui ogni professa sposa il Signore e si dona a Lui. Perché la professione perpetua questo è, un matrimonio, in cui lo Sposo è Cristo e dove l'amore è talmente grande da spingere a una rinuncia totale di se stessi, per donarsi all'altro.

Queste giovani donne, lontane dai loro paesi e dalle loro famiglie, non hanno esitato a mettersi con fiducia nelle mani dello Sposo, consapevoli che l'amore non ha bisogno di stabilire priorità e ruoli, ma semplicemente di abbandonarsi all'altro, ed è a questo totale abbandono che dovrebbero ispirarsi tutti i matrimoni, soprattutto quelli odierni, in cui  sembra esserci l'esigenza di precisare, prima ancora di "compromettersi" con una promessa d'amore, il ruolo paritario tra moglie e marito per non rischiare brutte sorprese poi, come se l'amore, di per sè non costituisse già una garanzia.

La cerimonia si è conclusa con i saluti e i ringraziamenti di don Ciro Sorrentino, che ha confidato che tra le carte del Santuario Maria SS. del Buon Consiglio, non risulta memoria storica di altre professioni e che questa sembrerebbe essere stata la prima.

A noi non resta che pregare, che la vocazione che ha portato Suor Helen, Suor Lerma, Suor Annie Lou e Suor Wiwin oggi all'Altare sia d'ispirazione a tante altre.

                                                                                                                                        laura ciotola


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