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Rinnovazione dei voti nel 172° anniversario di nascita della Venerabile Madre Pia della Croce Notari

Nella ricorrenza del 172° anniversario di nascita della Venerabile Madre Pia della Croce Notari, oltre a festeggiare questo evento, due comunità hanno avuto la gioia di celebrare  la rinnovazione dei voti di alcune suore.

Nel coro del Monastero di San Gregorio Armeno a Napoli, durante la Santa Messa presieduta da Padre Leo, sacerdote teatino, hanno rinnovato i voti, nelle mani della Superiora generale, Madre Giovanna De Gregorio: suor Rosmery Cerafin Dominguez per la seconda volta; suor Erfina Banjarnahor, suor Stevani Dani Rahayu e suor Masnur Marbun, per la terza volta e suor Lane Panuda che, invece, ha rinnovato i voti emessi quattro anni fa.

Nello stesso giorno, a Roma, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal cappellano, don Manoel Paixao e concelebrata da don Albino, hanno rinnovato i voti, nelle mani della Vicaria generale e superiora locale, suor Loredana Pagano: suor Hotmauli Situmorang, per la prima volta e suor Miamae Calingcag con suor Diana Gisela Arostegui Duran per la quarta volta.

La professione religiosa, come ben sappiamo, è la risposta che la Chiesa dà a Cristo suo Sposo e nello stesso tempo, è un dono che essa ha ricevuto dal Signore. Chiamati da Dio per l’infinita potenza dello Spirito Santo, l'individuo offre se stessa a Dio, con la professione religiosa, impegnandosi a seguire più da vicino il Cristo Signore, attraverso l'osservanza dei Consigli Evangelici, che, nella Chiesa, indicano la forma di vita che il Figlio di Dio abbracciò quando venne nel mondo per fare la volontà del Padre, e che lo stesso Gesù propose ai discepoli che lo seguivano.

I religiosi di professione semplice sono tenuti a rinnovare ogni anno i voti di castità, obbedienza e povertà, fino a quando non emetteranno gli stessi voti in modo perpetuo come hanno mostrato le juniores. A tutte loro vanno i nostri affettuosi auguri di un buon cammino di santità.

                                                                                                                                                


Due importanti anniversari di fondazione: il 134° dell'Istituto e il 50° della Comunità di Roma, via Aurelia 566

Lo scorso 21 novembre è stato celebrato il 134° anniversario di fondazione dell’Istituto delle Suore Crocifisse. 134 anni fa, infatti, nella notte tra il 20 e il 21 novembre, suor Maria Pia della Croce Notari, suor Maria Giuliana del SS. Sacramento Bagaglio e suor Maria Buonfiglio del Calvario Sarno riunite in un quartino di Napoli, al vico Maiorani, davano vita alla Congregazione delle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia.

Quest’anno, in particolare, la celebrazione è stata particolarmente sentita dalla comunità di Roma che ha, nello stesso giorno, festeggiato il 50° anniversario di fondazione della Comunità di via Aurelia.

La S. Messa che ha celebrato questi importanti eventi è stata presieduta da P. Aitor Jiménez, Canonista, Claretiano. La sua omelia ha evidenziato che nessun anniversario ci sarebbe mai stato senza il sacrificio di Maria Pia, che ha annullato la sua vita la sua famiglia per donarsi completamente a Dio: “Se la Madre Maria Pia non avesse messo al 2° posto la sua famiglia d’origine, la sua vita sarebbe finita a Capriglia e oggi non staremmo festeggiando nessun anniversario”. Padre Aitor ha poi messo in risalto la difficoltà di quest’epoca in cui si sente la mancanza di valori e di riferimenti e spiega che proprio da questi periodi difficili nasce più forte l’esigenza per i consacrati “di essere segno credibile, faro per gli altri, dobbiamo fare un esame di coscienza, interrogandoci se le nostre priorità sono andate all’elemento materiale o piuttosto su un amore che non è carnale, ma che è più forte di noi e ci protegge. Il Vangelo ci esorta ad essere generativi, perché chi vive in Cristo è una persona che è capace di generare vita nuova, di andare verso il futuro con il sorriso, con una speranza che non ci lascerà mai, con una speranza, come dice Papa Francesco, che ci progetta in una Chiesa in uscita, in una Chiesa in salita”.

P. Aitor ha ribadito che ha un senso celebrare quest’anniversario solo alla luce di questa speranza e si è soffermato sulla preoccupazione per la diminuzione di vocazioni che sta colpendo la Chiesa, spiegando che questo non deve spaventare. Il numero di suore, il numero delle vocazioni non ci deve distogliere dalla consapevolezza che Gesù è venuto a vivere in mezzo a noi per rimanerci. Non è importante il numero, ha ribadito “ma la fede che ci porta a vivere il mistero pasquale salvifico, avendo Cristo Crocifisso, Cristo che si dona, Cristo che si spezza per noi come modello di vita, di consegna gratuita. Bisogna ringraziare Dio per averci dato una vocazione più grande di noi stessi, una vocazione che ci fa sentire famiglia”.

La celebrazione si è conclusa con l'invito della Superiora generale, suor Giovanna De Gregorio, a condividere la stessa preghiera che le suore, sull’insegnamento della Fondatrice, rivolgono a Dio durante la loro adorazione quotidiana ovvero che il Signore accenda in noi il fuoco del suo amore e la fiamma dell’eterna carità, laddove per “noi” si intende “noi come Chiesa"... perchè il mondo intorno a noi si riempia d'amore.

                                                                                                                              Laura Ciotola


La Beata Maria della Passione in peregrinatio a San Giovanni a Teduccio

In occasione del Cinquantenario della Dedicazione della Chiesa 1970-2020, la Parrocchia “Incoronata Madre della Consolazione” di San Giovanni a Teduccio, quartiere periferico di Napoli, ha programmato una serie di eventi volti a celebrare un Anno Santo “in compagnia dei Santi”.

Dal 28 novembre al 1°  dicembre 2019 anche le spoglie della Beata Maria della Passione sono state portate in peregrinatio nella Parrocchia “Incoronata Madre della Consolazione”.

Questa è la seconda volta che il corpo della Beata viene accolto in questa Chiesa, già nel novembre 2016 infatti, il compianto don Franco Perna volle che l'urna contenente le spoglie mortali della Beata Maria della Passione, fosse presente, per qualche giorno a San Giovanni a Teduccio, affinché tante persone potessero approfondire, attraverso il suo esempio, la gioia di essere cristiani. Don Franco era legato alla Beata da vincoli di parentela, ben spiegati nel libro scritto da Giuseppe Perna, “Il Casato dei Perna: origini, discendenze e testimonianze”, in cui è stato ricostruito il legame generazionale che unì la famiglia dei Perna a quella dei Tarallo.

Sulla scia di don Franco, anche don Ciro Scognamiglio, attuale parroco della Parrocchia “Incoronata Madre della Consolazione”, ha maturato un forte legame con la Beata e l’ha voluta a San Giovanni in questi giorni.

Le Suore Crocifisse hanno accompagnato la Beata in questo “cammino” guidando adorazioni, veglie e preghiere con pensieri di suor Maria della Passione e nella giornata del 30 novembre c’è stata la S. Messa presieduta da S.E. Mons. L. Lemmo, Vescovo Ausiliare di Napoli.

Il 1°  dicembre, don Ciro Scognamiglio, ha celebrato la 1ª domenica di Avvento, in cui il Vangelo ci invita in questo tempo di “attesa” ad essere vigilanti, a vigilare sulla nostra vita facendo attenzione a dedicare più tempo alla preghiera, alla carità, al dialogo per prepararci meglio a vivere il Natale.

Anche la Beata, dice don Ciro, aveva saputo aspettare. Lei infatti aveva un sogno, un desiderio di farsi monaca, aveva un obiettivo da seguire e nonostante gli ostacoli, dovuti anche alla famiglia, ha saputo aspettare e in questa attesa è rimasta vigile, concentrata sul suo desiderio, tanto che alla fine lo ha realizzato, ed è diventata suora. E nonostante non avesse un elevato grado di cultura è diventata un riferimento per tante persone, anche di alto rango, anche sacerdoti che si recavano da lei per chiedere consiglio. Il parroco ha quindi invitato i fedeli a pregare la Beata perché possa ispirarci i giusti passi da fare nella vita cristiana. Dopo la S. Messa il popolo di S. Giovanni a Teduccio ha salutato la Beata che ha fatto ritorno a casa, a San Giorgio a Cremano.

 


Il Presidente del Parlamento dell'Armenia in visita alla Chiesa e al Monastero di San Gregorio Armeno

Il 30 ottobre 2019 il Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Repubblica d’Armenia, Ararat Mirzoyan, in visita ufficiale alla città di Napoli, si è recato presso la Chiesa e il Monastero di San Gregorio Armeno, dove ha potuto venerare le reliquie del Santo Patrono d’Armenia, conservate nel Monastero e custodite, sin dal 1922, dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia.

Il Presidente con la Delegazione che lo accompagnava insieme all’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede, Garen Nazarian, sono stati calorosamente accolti dalla Superiora Generale, M. Giovanna De Gregorio, dalla Superiora locale, suor Nimfa De La Cruz e dalla comunità delle suore.

Dopo aver deposto una corona di fiori innanzi alla stele in memoria delle vittime del genocidio armeno, il Presidente Mirzoyan ha preso parte a un momento di preghiera guidato dal padre teatino, Padre Aleksander Iwaszczonek C.R., e ha quindi potuto ammirare le bellezze naturali e artistiche del Monastero e della Chiesa.

In ricordo della sua visita Ararat Mirzoyan ha apposto una dedica nel libro delle visite di San Gregorio Armeno.

                                                                                                                 Laura Ciotola


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