Cookie Consent by Popupsmart Website
SANTA PATRIZIA: da 400 anni Compatrona e Regina dei Poveri di Napoli

SANTA PATRIZIA: da 400 anni Compatrona e Regina dei Poveri di Napoli

1625 - 28 ottobre - 2025  |  Da 400 anni compatrona di Napoli, protettrice delle donne partorienti, dei poveri e bisognosi, dei naviganti e di tutta la città di Napoli: parliamo di Santa Patrizia, la vergine di Costantinopoli, vissuta nel VII secolo e discendente dell’Imperatore Costante II.

Dopo la morte del padre, Patrizia, il cui destino era già deciso dalle sue origini nobili, rinunciò alla corona e alle ricchezze per abbracciare la vita religiosa. Tuttavia, durante un pellegrinaggio verso la Terra Santa, dove era diretta per essere consacrata dal Papa, venne colta da una tempesta e naufragò, insieme alla sua nutrice Aglaia, a Napoli, presso l'isolotto di Megaride (oggi Castel dell'Ovo), dove decise di restare per dedicare la sua vita ai poveri e agli ammalati.

Nel 1864 poi, le sue sacre spoglie, che fino ad allora erano state custodite presso il Monastero dei Santi Nicandro e Marciano, sopra Caponapoli, da lei profetizzato come luogo della sua sepoltura, vennero portate, dalle Suore Patriziane, nate dal suo esempio di vita, perpetrato, in primis, dalla sua fedele nutrice, Aglaia, nel Monastero di San Gregorio Armeno, nella cui chiesa ancora oggi riposano.

Le Patriziane infatti si unirono alla comunità delle suore Benedettine presso il Monastero di San Gregorio Armeno, dove, dal 1922, vivono le Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia.

Lo scorso 28 ottobre è stato celebrato il 400° anniversario in cui Santa Patrizia è COMPATRONA di NAPOLI,  riconoscimento che ebbe il 28 ottobre 1625, per atto del notaio Francesc’Antonio Stinca.

Per la particolare circostanza, la sua statua d'argento, che il 6 aprile 1642, fu collocata nel Duomo di Napoli, presso la Cappella del Tesoro di San Gennaro per essere esposta alla venerazione dei fedeli insieme alle altre 50 statue dei Santi Compatroni della città, è stata portata in processione nel Monastero di San Gregorio Armeno e collocata in Chiesa, nei pressi dell'urna che conserva i suoi resti mortali.

Nella stessa giornata è stata celebrata una solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da S.Em. il Sig. Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli.

All'inizio della celebrazione, Madre Giovanna De Gregorio,  Superiora Generale delle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia, nel ringraziare il Cardinale Battaglia per la sua significativa presenza, ha condiviso con i presenti l'esperienza di una donna di Manfredonia, che ammalatasi in modo grave ricevette, in sogno, la visita di una suora, con in testa una corona e in mano un giglio bianco che sorridendo le disse: “Sono Patrizia, la regina dei poveri di Napoli. Tu guarirai".

Guarita, si recò successivamente a Napoli cercando Patrizia la regina dei poveri di Napoli e nel monastero di San Gregorio Armeno, riconobbe la suora presente al suo capezzale.

Ed è proprio a questa espressione, "Regina dei poveri di Napoli", che don Mimmo si è riallacciato, nella sua omelia: "Un'espressione che mi mette in crisi" ha detto il Cardinale" perché siamo tutti poveri, tutti abbiamo bisogno di qualcosa, tutti siamo mendicanti d'amore". E, a questa condizione di povertà condivisa, Battaglia si è ispirato quando ha raccontato di uno dei tanti episodi a contatto con i poveri e ci ha consegnato la storia di Mimmo, un senzatetto che ha incontrato in uno dei suoi giri per la città di Napoli e nella cui povertà e fragilità si è rivisto e specchiato. Quel povero, Mimmo come lui, portava i segni della fragilità umana. Il Cardinale ha concluso la sua omelia, consegnando ai devoti di Santa Patrizia, questo esempio di vita: "Il coraggio della povertà, senza vergognarsi o aver mai paura di quella che è la propria fragilità, perchè nella propria povertà e nella propria fragilità non si è mai soli perché quella nostra condizione è abitata dalla bellezza di Dio, dallo sguardo di Dio. Uno sguardo che continuamente ti rimette in piedi e ti fa andare avanti: essere capaci di riconoscere sempre il Signore nella tua vita o nella vita di chi ti sta accanto e amarlo e ve lo consegno perché è Santa Patrizia che consegna ad ognuno di no il suo abbraccio perché davvero possiate avere l'umiltà e il coraggio di sentirvi amati e di amare".

La Regina dei poveri di Napoli, continua, ancora dopo 400 anni ed oltre, ad accompagnare i suoi devoti, che ricorrono a lei e la venerano, in particolare, ogni 25 agosto, giorno della sua festa liturgica.

Il sangue di Santa Patrizia, che come quello di San Gennaro, compie il prodigio della liquefazione, è segno di grazia e protezione per il popolo napoletano, che ne custodisce la memoria e ne celebra la santità.

Laura Ciotola



MENU

Prossime ricorrenze