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Si apre l'anno giubilare della nascita al cielo della Venerabile Maria Pia Notari In evidenza

 

Il 1 luglio 2018, con una solenne celebrazione eucaristica, presieduta da S. Ecc. Mons. Armando Dini, Vescovo Emerito di Campobasso-Boiano, le Suore Crocifisse hanno aperto l'anno in preparazione del centenario della nascita al cielo della Venerabile Maria Pia della Croce Notari.

Era il 1 luglio 1919, quando, come scrisse don Francesco Pannico, parroco di San Giorgio a Cremano “Notari Maddalena, figlia dei furono Benedetto e Calvanese Vincenza, nativa di Capriglia (Salerno), di anni 72, domiciliata in via San Giorgio Vecchio, di stato religiosa, è morta nella comunione della Santa Madre Chiesa, munita dei Santi Sacramenti, Penitenza, Viatico ed Estrema Unzione, ed è stata sepolta nel camposanto di San Giorgio a Cremano”.

Maria Pia morì dopo lunghi mesi di sofferenza, proprio un giorno prima di quello che sarebbe stato il suo 52° anniversario di vita consacrata, come lei stessa lo chiamava “il giorno mio bello”.

Padre Fontana nell’elogio funebre che fece della madre, descrisse i suoi ultimi momenti “Un silenzio profondo regnava nella cella dolorosa, rotto soltanto da prolungati sospiri che uscivano dagli astanti petti delle religiose, prostrate ai piedi della loro Madre agonizzante. L’orologio segnava le ore 22.19, e la veneranda fondatrice mentre si raccomandava l’anima sua al Signore dal sacerdote e dagli astanti, fermò per un istante il respiro, e movendo dolcemente le labbra, quel corpo affranto dalla penitenza, lasciò che l’anima bella volasse al cielo… la Madre Maria Pia della Croce non era più con noi, ma ci lasciò il profumo delle sue virtù e delle opere sue sublimi”.

E fino all’ultimo, il pensiero di Maria Pia fu per il suo Istituto, per le sue figlie a cui negli ultimi giorni di vita raccomandò “Figlie mie, sento che mene vado… Amate assai l’Istituto nostro, voluto dal Signore su questa misera terra. Io sono stata il più vile strumento nelle mani del Signore. Egli qua giù ha compiuto l’opera sua. Amate l’Istituto e cara vi sarà la Santa Regola, che voi abbracciaste con generosità ed amore nel giorno della vostra unione con il Signore. Sacrificatevi fino all’eroismo per l’esatta osservanza di essa; siate sicure di avere in cambio la forza necessaria e e le infinite benedizioni del Signore. Promettetemelo tutte figlie mie, e specie voi più giovani. Siate fedelissime alle promesse sante, nulla vi scoraggi e pensate che, coi i sacrifici di ognuna di voi l’Istituto andrà sempre avanti. Vi raccomando l’amore a Gesù sacramentato. Amatelo assai e siate fedeli all’adorazione, riparando in quell’ora alle indifferenze che riceve da coloro che l’offendono. Se mi promettete tutto questo, siete sicure che l’Istituto si moltiplicherà sempre più e voi acquisterete, nel Paradiso, l’eterna felicità”.

L'anno prossimo, il 1 luglio 2019 saranno 100 anni dalla dipartita di Maria Pia, come ha ricordato Mons. Dini in apertura alla celebrazione del 99° anniversario "Era il 1 luglio 1919... l’anno 21, 1 luglio 2019 saranno cento anni. Oggi comincia quest’anno. Un anno bello, un anno nel quale chiediamo a Madre Notari di ottenerci dal Paradiso particolari forze per la Congregazione e per tutte le opere della Congregazione. Un anno di rinnovamento, un anno nel quale, le suore di oggi,  possano vivere il carisma di Madre Notari, proporzionato ai tempi di oggi con la santità dello Spirito Santo come Gesù vuole".

La Santa Messa, celebrata nel giardino del convento di casa madre, a San Giorgio a Cremano, è stata concelebrata da don Nunzio D'Elia, Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione sia della Fondatrice, che della Beata M. della Passione, da P. Francesco Rinaldi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica di Napoli e da don Pasquale Pirulli, parroco di Rutigliano e autore di una recente biografia sulla fondatrice “La Venerabile Madre Maria Pia della Croce Notari” e ha visto la partecipazione oltre che di tante sue consorelle, venute da varie comunità, anche di tanti amici, religiosi e laici e della famiglia laica dell'Istituto, gli Ausiliari Eucaristici.

Per l'importante occasione, al fine di promuovere il rinnovamento spirituale dei fedeli ed incrementare la vita di grazia, le suore avevano chiesto alla Penitenzieria Apostolica del Vaticano di concedere l'indulgenza plenaria, che hanno ottenuto con comunicazione del 24 aprile 2018.

Mons. Dini nella sua omelia ha molto sottolineato quanto la povertà di Cristo, nella vita terrena, sia stata essenziale per la nostra salvezza. Gesù è nato povero, in una grotta e si è spogliato di tutto “da ricco che era” dice San Paolo “si è fatto povero per voi… perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”.

Tuttavia, ha continuato il Vescovo, non sempre noi ci rendiamo conto di questo sacrificio, non sempre comprendiamo il grande amore che Gesù ebbe per noi. Non così fu per Maria Pia, che con la grazia dello Spirito e con l’aiuto della Vergine Maria, fece esperienza dell’amore di Gesù e visse in maniera ricchissima quell’amore, ritrovandolo nella celebrazione del Sacrificio Eucaristico, la messa, nella adorazione a Gesù Eucaristia e nella comunione.

Il Vescovo ha concluso rivolgendo un invito ai presenti ad imparare da Madre Notari “ad amare Gesù così, ad amarlo che dà la vita per noi, ad amarlo che si rende presente sui nostri altari, dato per noi con il suo corpo, regalato a noi con il suo sangue versato”.

L’invito a non lasciare che questo anno in cui si apre il centenario della sua nascita al cielo sia un anno di celebrazioni superficiali, ma piuttosto che sia un anno che incida nel nostro modo di vivere, proprio come “ogni messa deve incidere nella vita”.

L’invito a non permettere che la messa ci passi addosso, ma che anzi “ci sconvolga, azzeri tutti i peccati e tutte le stupidaggini che ciascuno di noi ha in testa, e ci faccia risorgere per una vita nuova, piena di Spirito Santo e di amore come è stata la vita di Madre Notari”.

Leggi omelia Vescovo Armando Dini

La celebrazione è terminata con l’intervento della Superiora generale, madre Giovanna De Gregorio, che nel ringraziare il Vescovo, i sacerdoti e gli amici intervenuti, ha lasciato a tutti una riflessione sull’ascolto, “Potenziamo quest’anno l’ascolto, l’ascolto della Parola di Dio, ma anche l’ascolto tra noi. Nelle nostre comunità, l’ascolto l’una dell’altra. Anche nelle famiglie, il marito ascolti la moglie, la moglie il marito, entrambi i figli, i figli ascoltino i genitori. Anche questa è una grande espressione di amore. Allora vi lascio questa parola, che quest’anno tutti possiamo vivere, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, l’ascolto delle nostre famiglie, per poterci sostenere ed aiutare, nel cammino verso la santità e uniamoci tutti in preghiera perché la Fondatrice ci possa far innamorare sempre più di Gesù Eucaristia, come lo ha amato lei”.

                                                                                                         laura ciotola

 

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Monastero di San Gregorio Armeno, tra arte e religione In evidenza

… Eppure, quando mi sorprendo a sognare,

sapete quale aspirazione trovo nel fondo della mia anima,

qual è l’immagine nella quale essa si bagna e si riposa?

Un convento seicentesco napoletano,

con le sue bianche celle e il suo chiostro,

che ha nel mezzo un recinto di aranci e di limoni,

e, fuori, il tumulto della vita fastosa e superba

che batte invano alle sue alte muraglie.

BENEDETTO CROCE

 

 

Tutti i giorni, dalle ore 9.30 alle 13 è possibile visitare il chiostro del Monastero di San Gregorio Armeno, al prezzo di 4 euro (3 euro per le scolaresche fino ai 18 anni e gratuitamente per i bambini fino a 5 anni e gli anziani over 65). 

Clicca sulla pratica guida per visitare il chiostro

Il Monastero di San Gregorio Armeno

Quando dalla piazza di San Gaetano del centro storico di Napoli, ci si affaccia su via San Gregorio Armeno, la famosa strada degli artigiani di pastori, anticamente detta di San Ligorio o San Liguoro, svoltando sul primo vico sulla destra, vico Maffei, ci si trova di fronte ad uno dei monasteri più antichi e sorprendenti della città partenopea: il Monastero di San Gregorio Armeno.

Tempio di Cecere - Scrittori antichi e moderni collocano l’antico Tempio pagano di Cerere, veneratissima nell’antica Neapolis, proprio in questo monastero.

Roberto Pane, nel suo “Il Monastero napoletano di S. Gregorio Armeno”, racconta che il poeta latino Stazio, nato a Napoli nel 49 d. C. fu il Sommo Sacerdote di questo tempio, come egli stesso ricorda nelle sue Silvae, dove afferma anche che le divinità principali in questa zona erano tre, come erano i decumani. Se i Dioscuri avevano il loro tempio nel Decumano Maior, ora Chiesa di San Paolo, Apollo ebbe il suo tempio nel Decumano Superior, ora Chiesa di San Lorenzo, mentre Cerere nel Decumano Inferior. D’altronde la presenza del muro di età imperiale che corre lungo il vicolo di S. Luciella, in opera reticolare di tufo e mattoni, ora completamente ricoperto di intonaco, avvalora questa ipotesi. Va anche ricordato che all’intero del chiostro di San Gregorio, sono visibili non solo numerosi capitelli che con ogni probabilità appartennero al tempio romano, demolito poi nel rifacimento cinquecentesco, ma anche diversi mortai di marmo bianco che furono ottenuti riscalpellando altrettanti capitelli corinzi. Tuttavia il frammento che con più certezza rimanda al culto di Cerere è un bassorilievo murato posto all’ingresso di una bottega, alla via San Gregorio n. 14, che mostra scolpita sulla faccia anteriore di un blocco di piperno, la figura di una canefora con la fiaccola  ed il canestro.

Le Suore Basiliane e l'arrivo della reliquia di San Gregorio Armeno - In ogni caso da un “Breve Compendio” scritto da Fulvia Caracciolo, una monaca benedettina che visse a San Gregorio dal 1541, emerge una fondamentale testimonianza storica sull’origine del monastero. Secondo Fulvia, un gruppo di monache dell’ordine di San Basilio, fuggite da Costantinopoli, dopo il 726, a causa della persecuzione iconoclasta, dell’Imperatore Leone III, detto l’Isaurico, giunsero a Napoli e si rifugiarono nella diaconia di San Gennaro all’Olmo. Successivamente, nell’835, con l’appoggio del vescovo-duca Stefano II, fondarono un monastero intitolato al Vescovo di Armenia, la cui reliquia del cranio, avevano portato con loro nella fuga.

Il passaggio alla regola benedettina - Anche se non è sicuro, come scrive Fulvia, che il monastero sorse nell’835, è invece certo che nel 1025, un decreto del duca di Napoli, Sergio, dispose di unire le quattro cappelle dei santi Salvatore, Gregorio, Sebastiano e Pantaleone, le cui strutture furono collegate attraverso un cavalcavia ancora oggi esistente. Il nuovo monastero abbracciò la regola benedettina e accolse le fanciulle delle famiglie nobili della città.

Sempre dalle memorie di Fulvia si ha una descrizione delle usanze bizantine del monastero, prima che il Concilio di Trento imponesse la clausura. Il monastero era un agglomerato di più case, circondate da un muro. Ogni casa aveva più camere, cucina e cantina con altre comodità e gni monaca possedeva la sua, che nel monacarsi, o comprava dal monastero (se ce n’erano libere), o faceva fabbricare a proprie spese. Le monache vestivano di bianco con tuniche a forma di sacco, e sul capo portavano una legatura greca e avevano la possibilità di ricevere licenze per uscire dal monastero o per ricevere all’ interno di esso parenti o altre donne di servizio e per compagnia.

Il Concilio di Trento - Questa pratica iniziò ad affievolirsi nel 1554 con la Badessa Galeota, fino ad essere del tutto abolita dal Concilio di Trento che, nel 1563, impose la clausura e la vita in comune.

Nell’ottobre 1568, dovendo le suore di S. Marcellino ricostruire il loro chiostro (su disegno dello stesso architetto Vincenzo della Monica, che qualche anno dopo, rifece anche quello di San Gregorio), si divisero per vari monasteri e 12 vennero accolte dalle monache di S. Ligorio.

Nel 1569, il Cardinale Arcivescovo Alfonso Carafa intimò anche alle suore di San Gregorio Armeno la clausura e queste l’abbracciarono il 27 dicembre 1570 quando la Badessa Giulia Caracciolo professò, per la prima volta, i voti solenni. In quel periodo le suore cambiarono l’abito da bianco in nero.

Le suore abitarono il vecchio fabbricato fino al 1572, quando la Badessa Lucrezia Caracciolo inaugurò il cambiamento, affidando la costruzione del nuovo monastero all’architetto Vincenzo della Monica, che la completò nel 1577 nella forma che oggi conosciamo.

Poiché le suore mal volentieri volevano lasciare le loro privati abitazioni, la Badessa diede l’esempio diroccando la sua con le sue proprie mani. Fu proprio in quel tempo che la famosa Fulvia Caracciolo, nipote di Lucrezia, scrisse la cronaca del monastero e contribuì con la zia a seguire i lavori, basati sul disegno di Giovan Battista Cavagni, del nuovo monastero, che fu dedicato a San Gregorio Armeno, dal Beato Paolo D’Arezzo, Cardinale Arcivescovo di Napoli.

Il nuovo regime monastico non fu accettato da tutte le suore, ben 17 monache lasciarono il convento.

L'arrivo delle reliquie di San Giovanni Battista e di S. Patrizia - Nel 1576, soppresso il monastero di S. Arcangelo a Bajano, sei monache di esso si unirono a quelle di S. Gregorio, recando con loro una delle due ampolle del sangue di S. Giovan Battista. Nella prima metà del VI secolo, vi si recarono pure le suore di Donnaromita, portandovi l’altra ampolla del sangue di S. Giovanni. Finalmente nel 1864 si unirono anche le suore di S. Patrizia, portando il corpo e il sangue di questa Santa, il corpo della Beata Aglaia e il sacro chiodo di Cristo.

Leggi storia di S. Patrizia

Finalmente, nell'ottobre 1577 il chiostro si compiva nelle forme che oggi ammiriamo. La nuova struttura era costituita da stanze affacciate su una loggia prospiciente il chiostro, il tutto recintato da un alto muraglione e da inferriate; la chiesa dal centro del monastero fu spostata ed ebbe una apertura esterna per consentire alla gente di partecipare alle funzioni religiose mentre le monache potevano assistere, nascoste dietro grate poste su uno dei corridoi o dal coro che affacciava sulla chiesa.

Le Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia - Nel 1922 l’ultima Badessa benedettina, Giulia Caravita assicurò la sopravvivenza del monastero affidandolo alle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, che furono accolte in San Gregorio Armeno il 4 dicembre 1922 alle ore 8, con una celebrazione presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Zezza.

A tre anni dalla morte di Maria Pia della Croce Notari, fondatrice delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, si realizzava quel disegno divino che la madre aveva intravisto mentre, il 21 marzo 1886, era raccolta in preghiera proprio nella chiesa di quel monastero, per assistere al solenne pontificale che si faceva in onore di San Benedetto, essendo tenuta la chiesa, in quel tempo, dalle monache benedettine. Mentre pregava infatti, Maria Pia si sentì come rivestita interiormente della virtù del santo che sembrava volesse incitarla a continuare l’opera intrapresa.

Le anziane benedettine accolsero bene le nuove suore e dal 1922 vennero tutte dispensate dalla clausura. L’ultima benedettina fu Maria Peluso.

Il monastero è ancora oggi tenuto dalle Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia, che vi svolgono diverse opere di apostolato.

Leggi la Storia dell'arrivo delle Suore Crocifisse nel Monastero di San Gregorio Armeno.

                                                                                                  Laura Ciotola

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Pastorale Vocazionale a Nuevo Progreso nel Peru' In evidenza

Dal 16 al 18 marzo, Suor Ledy ed io, siamo andate nel distretto Nuevo Progreso, per un incontro di promozione vocazionale dal tema CAMMINARE CON GESÙ.    

Il distretto peruviano di Nuevo Progreso è uno dei cinque distretti che compongono la provincia di Tocache, appartenente alla regione di San Martín in Perù.

Dal punto di vista gerarchico della Chiesa cattolica fa parte della Prelatura di Moyobamba, suffraganea del Metropolita di Trujillo e affidata dalla Santa Sede all'Arcidiocesi di Toledo in Spagna.

Siamo partite il venerdì da Huanuco e siamo arrivate al Nuevo Progreso già nel primo pomeriggio.

Con la preghiera, abbiamo invocato lo Spirito Santo per le vocazioni e abbiamo portato l’esempio della nostra Fondatrice, Maria Pia della Croce, che per donarsi al Signore ha dovuto affrontare molti ostacoli, primo fra tutti la resistenza dei suoi genitori, per sottolineare che spesso la vocazione sembra difficile da realizzare, ma che tutto diventa più facile se ci abbandoniamo con fiducia alla strada che Dio ha scelto per noi. Abbiamo quindi invitato a queste riflessioni con delle domande: Perché temi i giovani che danno la vita a Gesù Cristo? Perché i genitori non permettono ai propri figli di dedicarsi al Vangelo? Successivamente ci siamo soffermati sulle parole del Vangelo di Giovanniː Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate il frutto e il vostro frutto rimanga.

Il giorno successivo abbiamo incontrato le Catechiste Campesine, con le quali abbiamo riflettuto sul tema PAROLA Y EUCARISTIA. Nuovamente abbiamo parlato di Maria Pia della Croce per introdurre il nostro carisma e abbiamo invitato a delle riflessioni sull’Eucaristia: Come bisogna avvicinarsi alla Santa Eucaristia? Perché e come visitare il Signore Gesù nel Sacramento? E’ la stessa Bibbia che con l’Ultima Cena di Gesù, ci insegna che Gesù Cristo è veramente presente nell'Eucaristia. Papa Francesco ha detto: "L'Eucaristia non è un semplice ricordo di alcuni detti e azioni di Gesù. Eucaristia è l'opera e il dono prezioso di Cristo che ci viene incontro e ci nutre della sua Parola e della sua vita".

La domenica abbiamo infine celebrato la Santa Messa per ringraziare Padre Viviano Beraun, che ci ha accompagnato in questi giorni in cui abbiamo parlato della nostra congregazione alle gente. Nello stesso giorno siamo tornate alla nostra comunità di Huanuco.

                                                                                                                                 Suor Corazon Bohol

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Il Triduo Pasquale a Conversano In evidenza

I tre giorni che vanno dalla sera del Giovedì Santo alla sera della Domenica di Pasqua sono giorni, ore, minuti ed attimi vissuti con intensa spiritualità dal popolo cristiano-cattolico che crede fermamente di essere redento e salvato dalla morte eterna per la Passione, Morte e Risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo.                             

Questo Mistero, in particolare, è la spiritualità vissuta, condivisa e consegnata in eredità a noi Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia dalla nostra amata Madre Fondatrice, la Venerabile Madre Maria Pia della Croce.

A Conversano, nel nostro Santuario dedicato a Santa Rita e ai Santi Medici Cosma e Damiano, dopo la Messa in "Coena Domini" si da l’inizio all’adorazione eucaristica e alla visita all’altare della reposizione: la nostra Chiesa si riempie di gente che vuole adorare il Signore Gesù – Pane spezzato, insieme a noi suore.

Già dall’alba del Venerdì Santo e per tutta la giornata, nella città di Conversano, si vive la processione di Gesù Crocifisso e l’incontro con Sua Madre, la Vergine Addolorata. La processione fa tappa nel nostro convento affinché Gesù riceva la venerazione dalle Sue spose: noi Suore Crocifisse. E’ un momento di  preghiera e adorazione a Colui che ci ha amato tanto da sacrificare la Sua Vita per dare a noi la vita vera e piena di grazia.

Tutto il giorno del Sabato Santo invece predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro prima della gioia della Domenica di Pasqua con l’annuncio della Risurrezione.

La nostra Chiesa si popola di fedeli, Durante la Veglia Pasquale, e ci ricorda che la croce non è l’ultima parola, come ci ha insegnato Don Tonino Bello: Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “ COLLOCAZIONE PROVVISORIA”.

Come cristiani e come Suore Crocifisse crediamo fermamente che ogni croce ha la sua deposizione, ogni notte ha la sua alba, che vede sorgere il sole di un nuovo giorno, in ogni nostra sofferenza dobbiamo mettere tanta speranza perché in ogni Crocifissione c’è la Risurrezione.

Conversano, 1/04/2018

                                                                                                  Sr. Marilou Corvero Luna c.a.e.

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La magia della neve del sud In evidenza

Lo scorso 27 febbraio, dopo tanti anni, la neve è tornata a imbiancare alcune zone del sud Italia. Nonostante i disagi che questo ha provocato per la viabilità e per tanti altri fattori, non si è potuto fare a meno di godersi lo spettacolo! Questo avvenimento infatti pur risultando consueto, data la stagione invernale, per alcune regioni italiane, non lo è invece per altre. Anche le nostre Comunità di San Giorgio a Cremano, di San Gregorio Armeno e di Roma hanno potuto assistere alla magica nevicata. Riportiamo alcune foto scattate dalle nostre consorelle.

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25° Anniversario di vita consacrata di suor Letizia Arnado e suor Evelyn Ilo In evidenza

Il 21 gennaio, presso la Cappella di Casa Madre, suor Letizia Arnado e suor Evelyn Ilo hanno celebrato il loro 25° anniversario di vita religiosa.

Don Vincenzo Padula che ha officiato la Santa Messa, ha voluto innanzitutto ringraziare il Signore per il dono della vocazione ricevuto da suor Letizia e suor Evelyn. Ringraziamento anche a tutte le suore crocifisse che hanno permesso con il loro vivere insieme, con il loro essere famiglia religiosa il cammino di questi 25 anni di consacrazione.

“La Fondatrice, Venerabile Maria Pia della Croce Notari, con il suo carisma, oggi come ieri, continua a vegliare sulle sue figlie e su tutti noi, in un atto di amore, come ella fece della sua vita, amore per la Croce e per l’Eucaristia” ha proseguito don Vincenzo “ha vissuto e ha espresso pienamente la sua vita in una continua donazione al Signore, in un apostolato svolto in favore dei più bisognosi, questo avvenne nel 1885, in un vico, Vico dei Maiorani, al numero 19 a Napoli. Mi ha colpito che abbia iniziato in un vico, in una realtà pulsante di vita, di amore, di sofferenza, di travaglio, lei e due consorelle. Oggi, questa realtà che è iniziata in un vico è presente in varie parti del mondo.

San Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica alla Vita Consacrata n.14 dice: il fondamento evangelico della Vita Consacrata va cercato nel rapporto speciale che Gesù, nella sua esistenza terrena, stabilì con alcuni suoi discepoli, invitandoli non solo ad accoglierlo nella propria vita, ma a porre la loro esistenza a servizio di questa causa, lasciando tutto e imitando da vicino la sua forma di vita.

Anche suor Letizia e suor Evelyn sono state pronte, 25 anni fa, a morire quotidianamente al peccato per rinunciare al mondo, ponendosi al servizio della carità non solo delle consorelle, ma anche dei fratelli bisognosi.

Venticinque anni di lotte personali, di dubbi, di speranze, per la santificazione, per la carità vivificata nei Consigli Evangelici, vissuti nella fedeltà del loro sponsale a Cristo Gesù.

Riflettiamo sul carisma della Fondatrice: un carisma che ci richiama alla croce, alla sofferenza, in attesa di passare alla Domenica di Pasqua della vite eterna.

La nostra chiamata consiste nel far crescere la dimensione verticale della nostra fede, ma senza trascurare la dimensione orizzontale del servizio, verso coloro che vivono con noi e che incontriamo sulla nostra strada. Infatti nel nostro cammino quotidiano verso la via della salvezza, che non manca di difficoltà e sofferenze, Dio ci invita a convertirci non confidando nelle nostre capacità e nelle nostre forze umane, ma ponendo la nostra totale fiducia in Dio, unico e vero Maestro.

La Beata Maria della Passione, con la Madre Fondatrice, rappresentano due colonne portanti, su cui il Signore ha posto la Congregazione. Mi auguro che le due colonne siano soltanto momentanee, vi auguro di averne tante di colonne, perché il nostro essere consacrati è un cammino alla santità, alla perfezione”.

Il 28 gennaio, suor Letizia e suor Evelyn, hanno nuovamente ringraziato il Signore per questo loro anniversario con una celebrazione eucaristica, presso il Santuario di Maria Santissima del Buon Consiglio a Torre del Greco, presieduta da don Ciro Sorrentino.

Suor Letizia e suor Evelyn hanno infine concluso questi giorni di festa con dei ringraziamenti:

“Grazie alla Superiora Generale, Madre Giovanna De Gregorio che è sempre presente in mezzo a noi e grazie al parroco Don Ciro Sorrentino che ha organizzato questa celebrazione.

Grazie mille alla nostra cara Superiora, Madre Rosaria Petti, per la disponibilità e la materna bontà manifestata in questi giorni di preparativi.

Grazie anche alla nostra Comunità di Casa Madre: ognuna ha dato il proprio contributo. Grazie a tutte le Suore Crocifisse Adoratrici dell'Eucaristia.

E infine il Grazie più grande e più importante va al Signore per averci tenute per mano durante questo cammino”.

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Medical Mission 2018 In evidenza

Il 14 gennaio 2018, a Manila, presso la "Madre Maria Pia Notari School", si è ripetuta la “Medical Mission”, manifestazione organizzata dalle Suore Crocifisse in collaborazione con tanti volontari, al fine di offrire ai più bisognosi, visite mediche, medicine, cibo, vestiti e altri generi di prima necessità.

Anche quest’anno sono state tante le persone che hanno partecipato all’evento, rendendo più impegnativa, ma anche più appagante la giornata di coloro che hanno offerto gratuitamente la loro professionalità e il proprio tempo in favore di chi ne ha avuto bisogno.

Va sottolineato infatti che la “Medical Mission” cresce di anno in anno, proprio grazie ai tanti volontari che s’impegnano non solo per la giornata in cui si svolge, ma anche e soprattutto nei preparativi che la rendono possibile.

A tal fine le nostre suore hanno voluto ringraziare singolarmente coloro che hanno reso possibile la "Medical Mission 2018".

“GRAZIE a …

Il centro medico diagnostico del Sacro Cuore della città di Makati, guidato dalla dott.ssa Luzviminda Jose, il dott. Jaime Roa e i suoi colleghi, la dott.ssa Elizabeth Reyes – Kassiri e la dott.ssa Nerea Banez.

Le infermiere con i loro staff: Dionna Villareal, Christian Israel, Ma. Zerrise Marcilla Lotis Capinianes, Patricia Nikolai, Bermely Cabornigara, Euniz Andrea, Charlene Raldestamon, Haydee Macalalad, Ruth Franco, Alliz Dela Cruz, Angie Luna, Francesca Bautista e Ron Berganting,

I dentisti, guidati dalla dott.ssa Siony, il dottor Bernard Oabe e la moglie Nimber, la dott.ssa Ronquillo, dott.ssa Victoria De Luna, Dian e Mrs. Tan.

I pediatri: dott.ssa Alma Martirez, il nostro medico scolastico e sua figlia, la dott.ssa Anna Martirez dell'Ospedale Olivares.

Il dott. Marlon A. Briones, del Perpetual Help Hospital.

Il dott. Evan Vista, per il Bundle & childrens'joy , pacchetti dedicati ai più piccini.

Tutto il corpo studentesco, le “CAE & MMPNS –SSG”, guidati dalla sig.ra Coleen Celiz e dalla sig.ra Bernadette B. Obiniana.

Per lo spuntino ai pazienti, ringraziamo Kuya Celso e Bing Raro. Per la nostra sicurezza ringraziamo il Gruppo Sicurezza “MMPNS”, Kuya Mario, Sir Dante Papa, Alex & GK Aya del Timothy St. Multinational Village di Paranaque City, Dia Mae Conog - volontario di GK.

Kuya Rudy, per la disponibilità ad accompagnare i volontari. Kuya Ciriaco ed Edgar che ci aiutano a preparare e ripristinare la nostra sede.

Infine un ringraziamento speciale ai tanti che non abbiamo nominato, ma che sono nel nostro cuore.

GRAZIE , GOD IS YOUR REWARD!”

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A San Giorgio a Cremano si prega cantando per la Venerabile Maria Pia In evidenza

Con la manifestazione canora “Preghiera…in canto” tenutasi presso la chiesa di Casa Madre, lo scorso 7 gennaio, nel giorno della festività del Battesimo di Cristo, le Suore Crocifisse hanno concluso le celebrazioni per il Santo Natale 2017.

L’evento a cui hanno partecipato tante persone è stato introdotto dalla Superiora locale di San Giorgio a Cremano, suor Rosaria Petti che ha spiegato che questo momento di preghiera è stato pensato non solo come ringraziamento a conclusione delle festività natalizie e come augurio per il nuovo anno, ma anche e soprattutto è stato voluto in preparazione dell’anno centenario della nascita al cielo della Venerabile Maria Pia Notari, che si celebrerà il prossimo 1 luglio 2019.

Un’occasione insomma per ricordare la Madre Fondatrice, ma anche per condividere un momento di comunione e di amicizia, attaverso i canti intonati dal Coro delle Suore Crocifisse di San Giorgio a Cremano insieme al Coro Regina Liliorum del Tempio della Regina dei Gigli.

Il concerto-preghgiera si è svolto in due parti: la prima incentrata sui canti della tradizione natalizia europea, accompagnati da meditazioni di Papa Francesco e la seconda sulla tradizione canora partenopea, introdotta dal famoso testo ”Quando nascette Ninno”, che Sant’Alfonso Maria de' Liguori compose al fine di trasmettere al popolo napoletano, che conosceva solo la lingua dialettale, il mistero dell’incarnazione di Cristo.

Come intermezzo il coro ha dedicato un nuovo inno alla Venerabile Maria Pia “Sentiero di rose, Sentiero d’amore”, scritto dal maestro di canto, Mario Ascione; l’inno ha messo in luce le virtù eroiche di Maria Pia, che ha camminato su un sentiero di Croce, trasformato in offerta e dono della sua vita, in vero amore per i fratelli e le sorelle.

Leggi Presentazione del concerto “Preghiera… in canto”

Il concerto si è concluso con i ringraziamenti della Superiora Generale, suor Giovanna De Gregorio, che parlando del Natale come simbolo della nascita, ha sottolineato come pur essendo il parto un momento di sofferenza, sofferenza anche interiore si conclude però con un momento di gioia, di nascita "e partorire il bene, non è facile per nessuno" ha contiinuato la Superiora "però ogni giorno, nel nostro quotidiano dobbiamo cercare di rimanere fedeli a quello che ciascuno di noi ha promesso a Dio, ma anche ha promesso a se stesso, non soltanto a Dio: molti di voi nel matrimonio, sull’altare avete promesso la vostra fedeltà, e quanto vi costa! Però siamo ancora qui. E noi suore che cosa abbiamo promesso? Abbiamo promesso fedeltà a uno stile di vita, che per noi è quello che ci ha suggerito Madre Maria Pia Notari: mettere in pratica il Vangelo secondo l’intuizione e il carisma che lei aveva ricevuto. E anche a noi tante volte costa rimanere fedeli, ma questo dono che costa è quanto Dio gradisce perché gradisce il cuore, gradisce il modo con cui noi ci doniamo, con cui noi diamo la vita". Madre Giovanna ha quindi rivolto la sua attenzione ai bambini, che sono il domani e rappresentano la speranza, per loro dobbiamo essere esempio e testimonianza di vita. Lo stesso concerto, essendo momento di condivisione, è servito anche ad allontanare i ragazzi dai tanti mezzi tecnologici che spesso tendono ad isolarli, per portarli a condividere momenti di amicizia e fraternità. Infine la Superiora ha ringraziato tutti i presenti e in particolare il maestro di canto Mario Ascione.

                                                                                                                      Laura Ciotola

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"La venerabile Maria Pia della Croce" di don Pasquale Pirulli In evidenza

Il primo dicembre scorso, nella splendida cornice della Chiesa Conventuale di Santa Chiara in Rutigliano, è stata presentata la biografia “La Venerabile Madre Maria Pia della Croce Notari”, scritta dal Sac. Pasquale Pirulli.

Già autore di altri volumi, don Pasquale è da sempre vicino alle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, in particolare alle Comunità pugliesi di Rutigliano, Conversano e Monopoli.

Per questo motivo, dalla sua opera, oltre ad un innegabile valore storico emerge anche un aspetto umano-affettivo, per una conoscenza della figura di Maria Pia, scaturita non solo dallo studio dei documenti che la riguardano, ma anche e soprattutto dall’ aver avuto la possibilità di vivere e conoscere in prima persona il suo carisma attraverso  le sue figlie, che tutt’oggi lo incarnano.

  Alla Santa Messa presieduinvito 1.12.2017 biografia M. Pia di sac. Pasquale Pirullita da Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Favale,     Vescovo di Conversano-Monopoli e concelebrata dallo stesso don     Pasquale Pirulli, è seguita la presentazione del volume, con il saluto   iniziale della Rev.da Suor Lucilla Mennuni, Superiora della Comunità   SCAE di Rutigliano, che ha letto il messaggio della Madre Generale   delle Suore Crocifisse, M. Giovanna De Gregorio.

  M. Giovanna, infatti, non avendo potuto partecipare all’evento   poiché si trova in Perù, impegnata per la Visita Canonica, ha   comunque voluto far sentire la sua presenza e vicinanza a don   Pasquale attraverso le sue parole:

 Sono nella nostra missione peruviana e sono impossibilitata a   partecipare alla presentazione del volume "La venerabile Madre   Maria   Pia della Croce Notari", nostra Fondatrice.

  Spiritualmente in mezzo a voi saluto le Autorità religiose e civili, i   sacerdoti, i religiosi e religiose e tutti i presenti.

  Permettetemi un grazie di cuore a Don Pasquale Pirulli, autore del   volume, che con il suo costante impegno e amore per Madre Maria Pia della Croce ci sostiene nel trasmettere il suo ideale di vita, incarnato nel vivere quotidianamente, momento per momento, alla presenza di Gesù vivente in tutti i tabernacoli del mondo e quindi in ogni uomo. Attraverso anche questo volume Ella continua a proclamare: "amate assai Gesù nell’Eucaristia e siate fedeli alle promesse a Lui fatte". Un messaggio vivo e attuale per noi religiose e per tutti i cristiani, che ci richiama a vivere le promesse del nostro battesimo.

Nel ringraziare ancora tutti quelli che hanno reso possibile questo evento vi saluto dalla lontana terra del Perù.

Sono seguiti i saluti del Sindaco di Rutigliano, dott. Roberto Romagno, del Vicario Zona Pastorale Rutigliano, Sac. Emilio Caputo e dell’Ins. Giuseppe Sorino, Presidente dell’Archeoclub d’Italia-sede di Rutigliano.

La presentazione è proseguita con gli autorevoli interventi, introdotti e moderati  dal dott. Antonello Florio, del Prof. Nicola Valenzano, dirigente scolastico emerito e Vicepresidente dell’Archeoclub d’Italia-sede di Rutigliano, del dott. Nicola Giampaolo, Giornalista e Postulatore per le Cause per i Santi e dell’autore, Sac. Pasquale Pirulli.

Leggi intervento integrale del Prof. Nicola Valenzano.

Si è infine giunti alla conclusione con le parole di Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Favale.

7/12/2017                                                            laura ciotola

 

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25° Anniversario di Vita Consacrata di Suor Lorna Malinao In evidenza

Il 9 settembre, la nostra comunità di Santa Cruz ha festeggiato il 25° anniversario di Vita Consacrata di Suor Lorna Malinao. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal parroco di Santa Cruz, Rev.do Padre Ronald Lunas, dcd.

Tutte le Congregazioni femminili che appartengono alla nostra parrocchia hanno partecipato alla funzione, facendoci sentire la loro presenza spirituale e anche fisica e naturalmente non sono mancate le nostre consorelle della comunità di Baracatan.

Le Religiose della Beata Vergine Maria insieme a suor Laila Preglo hanno animato la celebrazione con i canti liturgici.

Grande è stata la commozione di suor Lorna, in modo particolare durante l'omelia, durante la quale il Rev.do Padre Bong ha sottolineato che la perseveranza non dipende dagli anni che abbiamo vissuto nel convento ma dall'intensità che abbiamo messo vivendo il nostro FIAT ogni giorno con Maria.

Facciamo gli auguri a suor Lorna e rinnoviamo i nostri più sinceri auguri anche alle nostre consorelle suor Nida Himtog e suor Shirley Ceballos, che hanno celebrato il loro 25° anniversario di Vita Consacrata il 12 settembre a Castel San Giorgio.

Infine, ma con la stessa intensità di sentimenti, il nostro ricordo più caro va a suor Immaculada che ci guarda da lassù.

 Santa Cruz, Davao del Sur, 9 settembre 2017

                                                                                                                                                    Suor Ellen Panes

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